Destino di donna

Destino di donna

Oggi Gilda, nella ricerca di autori ingiustamente sconosciuti al pubblico dei lettori Italiani, è arrivata in Ungheria per proporvi il romanzo Destino di donna.

Si tratta di un’opera scritta più di un secolo fa con il titolo Gli anni di Mária. La prima pubblicazione, avvenuta a puntate nella rivista Nyugat, considerata espressione del rinnovamento letterario magiaro e promotrice dell’apertura culturale ungherese verso un’impronta europea, risale infatti al 1912 mentre si dovrà attendere il 1913 per la pubblicazione dell’intero romanzo.

Destino di donna - Margit Kaffka
L’autrice di Destino di donna, Margit Kaffka

Nonostante sia così distante nel tempo, Destino di donna appare ancora oggi di un’attualità sbalorditiva e ricco di molteplici sfumature. Lo stile di questo scritto è estremamente elegante e cattura la mente e il cuore del lettore fin dalle prime parole. Il romanzo si apre in assenza di Mária, la protagonista, e, in un certo senso, questa assenza viene traslata e rivive nel finale della storia, molti anni dopo…

– Dov’è Mária? Dormi, Mária? chiese Józsa all’improvviso sollevandosi coi gomiti sopra il cuscino.

– Il letto è vuoto. Starà leggendo da qualche parte oppure scrive le sue memorie in soggiorno.

– Accidenti! Queste sono le nostre ultime serate insieme.

– È nervosa da matti. La notte scorsa, voi non lo sapete, sono stata sveglia con lei, poveretta. Siamo scese furtivamente in giardino sotto il pioppo, e abbiamo chiacchierato fino alle tre.

– Sì… me l’immagino!…

S’udì dal terzo letto con tono un po’ disilluso e triste. Per un po’ anche le altre due ragazze tacquero imbarazzate.

Una luce assai lontana e fioca, come di stelle lontane e di lampioni lontani, si rifletteva in forma di pallida striscia lungo la trapunta gialla di lino sopra le ginocchia sollevate di Klára. Un indefinibile profumo d’erba si levava dal giardino del collegio e, più in là, dal boschetto; qualche goccia d’acqua scendeva con tonfi ritmici dal rubinetto in rame del lavabo. “Quante volte era stato così, proprio così… quell’attimo, quell’atmosfera!” pensò Józsa e spalancando gli occhi guardò stupefatta nell’oscurità. Fu sinceramente presa da una commozione genuina: doveva assolutamente emettere delle sentenze!

Margit Kaffka crea in Destino di donna una protagonista dalle molteplici sfaccettature, una donna riflessiva e tormentata che vive la discriminazione di genere in maniera piena e profonda. Tramite le sue parole riusciamo a comprendere quanto sottile, quasi invisibile, sia l’armatura con cui le donne vengono imbrigliate. Una serie di vincoli costituiti non da azioni eclatanti, ma da tante negazioni e disparità di giudizio apparentemente irrilevanti. Tra le pagine di quest’opera riusciamo a scorgere chiaramente quanto le donne sappiano essere spesso le peggiori nemiche di sé stesse, sia sottomettendosi agli atteggiamenti ingiusti che le discriminano, sia divenendo in prima persona promotrici di queste iniquità, contribuendo a creare i nodi più stretti nei lacci che le costringono nella loro posizione di dipendenza.

Quella clausura soffocante, nell’età dello sviluppo intellettuale e fisico femminile, aveva preservato e isolato anche la verginità dei loro giovani corpi tramite un’esperienza vissuta completamente ed eccessivamente in modo spirituale, mentre le loro esigenze crescevano in modo morboso nell’astrazione del godimento artistico. La loro vita era stata condensata in modo bugiardo nelle lettere stampate delle loro letture: queste costituivano la misura delle loro piccole e grandi esperienze e a quelle letture avevano sintonizzato i ritmi graduali della loro giovinezza. “Nozze impacchettate nella bellezza… ” aveva forse detto una volta Mária.

Mária soffre per l’impossibilità di vivere una vita sentimentale indipendente. Si sente soffocata dalle convenzioni sociali, tanto da rifugiarsi in un mondo irreale, popolato dalle proprie fantasie, alimentate dalle letture fatte in collegio, divenendo incapace di vivere un reale rapporto sentimentale con gli uomini, nonostante i corteggiatori non le manchino.

La cosa importante era che lei stessa potesse amare. In fondo, non occorre che l’amore consista in una storia, in un rapporto, in una reciprocità, l’amore è nella sua essenza sentimento, e come tale può esistere indisturbato e come tale almeno può essere salvaguardato… Però non può essere conservato!

In Destino di donna, attraverso il racconto e le riflessioni di Mária, Margit Kaffka ci mostra la condizione femminile nell’Ungheria e, in generale, nell’Europa dei primi del Novecento.

Le vie aperte ad una donna erano due: quella del matrimonio, che la poneva in un ruolo subalterno nei confronti del marito, e quella del nubilato, che la esponeva a continui atteggiamenti di commiserazione.

Destino di donna
La vanità – Giovanni Segantini – Olio su tela – 1897.

La terza via era quella che non veniva mai raccontata… quella riservata alle più coraggiose, la scelta di vivere liberamente le proprie pulsioni, cedendo alla trasgressione, anche se il prezzo di questa libertà, costituito dalla condanna da parte della società, era altissimo.

Mária rispecchia appieno l’immagine di fragilità attribuita alle donne in un contesto sociale e politico estremamente delicato come quello in cui è ambientato il romanzo Destino di donna, l’epoca antecedente al movimento di emancipazione della donna in Ungheria. Proprio in questo clima si sviluppa nella protagonista la voglia di opporsi alle costrizioni sociali e il desiderio di riscatto dall’oppressione. Nonostante Mária sia fermamente decisa a volersi distinguere dalle altre donne, però, il suo atteggiamento si involverà verso una decisione che la porterà a rifuggire gli sguardi indiscreti di coloro che la circondano, compiendo una scelta che non potrà più essere cambiata.

Non voglio svelarvi molto della trama di questo romanzo perché avvicinarsi a questa lettura è come compiere un viaggio nell’universo femminile e indicarvene le tappe toglierebbe un po’ di fascino a questo percorso. Posso dirvi, però, che, tra i personaggi maschili, quello di maggiore rilevanza è sicuramente Sándor Apostol, il fidanzato di Mária. Un personaggio tratteggiato magistralmente dalla Kaffka, l’incarnazione dell’uomo in divenire, colui il quale, attraverso errori ed esperienze, si rende conto dell’importanza dell’emancipazione femminile. Sándor è, a prima vista, un uomo un po’ goffo, con caratteristiche fisiche e caratteriali che lo definiscono come lo stereotipo di professore.

A lui e alla sua presa di coscienza dobbiamo una delle pagine più belle di quest’opera:

Dunque questo era lui. Così erano tutti… gli uomini, i signori che sono “più forti e più intelligenti” che tengono in mano le leggi e nei quali quelle che sono più deboli devono comunque avere fiducia, perché “non hanno altro di meglio da fare della loro vita che offrire ad essi i loro favori!”… E poi sono sempre loro quelli che parlano di giustizia e di perdono! Oh sì, tutte le donne sono delle martiri e delle sante, e fortunato quell’uomo che può trarre a sé, confortare, amare e risarcire una fra le donne offese e ferite. È a lei che egli dovrà il suo sviluppo come persona, l’essere divenuto migliore e l’aver appreso la pietà.

No, lui non sottovalutava i grandi conflitti della vita e dell’amore! Non sosteneva attraverso essi che la purezza di una ragazza è un valore presupposto, ma una formalità barbara e un istinto dispotico di possesso.

Ho trovato perfettamente funzionale alla storia narrata in Destino di donna la decisione dell’autrice di strutturare il romanzo utilizzando dapprima un narratore esterno, per passare a momenti in cui è la protagonista a parlare in prima persona – quasi come in un diario o in forma epistolare – e tornando, infine, ad una visione più distaccata, attraverso gli occhi di altri personaggi, in una narrazione che procede come una parabola il cui fuoco è costituito proprio da Mária.

Con Margit Kaffka ho deciso di parlarvi di una donna considerata in patria una delle più importanti autrici del Novecento ed esponente di spicco della corrente letteraria Nyugat.

Endre Ady, uno dei più importanti poeti magiari e animatore del movimento imperniato proprio intorno alla rivista Nyugat, definì la nostra Margit Kaffka una “grande, grande scrittrice”.

Destino di donna - Francobollo
Il francobollo dedicato dalle poste Ungheresi a Margit Kaffka nel 1980.

Nacque il 10 giugno 1880 a Nagykároly (oggi Carei, Romania) in una famiglia della piccola nobiltà ungherese. Suo padre era un pubblico ministero, ma morì prematuramente e la famiglia visse a lungo in condizioni di ristrettezza. Ricevette una borsa di studio per studiare alla scuola di formazione per insegnanti delle Suore della Misericordia a Szatmár e in cambio insegnò per un anno a Miskolc e successivamente a Budapest. Tornò poi a Miskolc, dove insegnò letteratura ed economia in una scuola femminile privata, circondata dall’amore degli studenti. In questo periodo compaiono i suoi primi scritti, poesie e romanzi. Successivamente diviene una collaboratrice a tempo pieno del periodico Nyugat.

Si sposò due volte e il suo secondo marito fu il noto biologo e giornalista Ervin Bauer, fratello minore di Béla Balázs e scienziato dalle grandi capacità intellettuali, che seppe apprezzare pienamente le aspirazioni letterarie dell’autrice condividendone gli ideali.

All’inizio della prima guerra mondiale lasciò il suo lavoro di insegnante per dedicarsi a tempo pieno alla letteratura. Morì nella pandemia di influenza Spagnola del 1918 insieme al suo giovane figlio.

Le sue opere vertono principalmente su due temi: la caduta della nobiltà e le difficoltà fisiche e spirituali delle donne indipendenti all’inizio del XX secolo.

Purtroppo in Italia questa autrice è pressoché sconosciuta, ma sono certa che questo romanzo potrebbe essere usato proficuamente come punto di partenza per discussioni di approfondimento sulle discriminazioni di genere in una analisi che potrebbe arrivare fino ai giorni nostri. Il tema delle disuguaglianze, infatti, è ancora oggi tristemente attuale e, sebbene ne sia mutata la natura, sarebbe davvero utile ascoltare una voce forte e intelligente sull’argomento!

Destino di donna - Copertina

DESTINO DI DONNA

Margit Kaffka
Gaffi Editore

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *