Fascisti d’America

Fascisti d'America

Fascisti d’America di Federico Leoni, chiariamolo subito, a scanso di facili equivoci, non è un instant book, uno di quei libri scritti in fretta e spesso male per colmare un vuoto informativo reso necessario dalla stretta e mediatica attualità.

Per capirlo, forse, basterebbe il solo sottotitolo del libro: I suprematisti bianchi, i complottisti di QAnon, le milizie armate, la destra radicale. Ecco gli orfani di Trump che vogliono la rivoluzione. Ma non ci accontentiamo e andiamo oltre!

Fascisti d’America è un saggio ponderato, seppur leggibilissimo, frutto di serie e approfondite analisi, un libro che offre al lettore strumenti preziosi per comprendere in modo chiaro e mai banale uno dei temi di maggiore attualità, quello della cosiddetta far-right, ovvero la destra radicale Americana.

Fascisti d'America - Federico Leoni
L’autore Federico Leoni

Si tratta, invero, di una realtà da sempre presente nella variegata e complessa società Americana ma che, ultimamente, è assurta ai fasti della cronaca con le drammatiche immagini del 6 gennaio, quando decine di persone, perfettamente organizzate e adeguatamente protette, hanno assaltato uno dei simboli della democrazia Statunitense, il Congresso Americano, mettendo a nudo la drammatica attualità del radicalismo americano, un fenomeno ai più pressoché ignoto.

A colmare questo vuoto informativo, a delineare i contorni di questo sottobosco di sigle e movimenti che minacciano seriamente l’integrità morale e politica degli Stati Uniti, ci pensa Federico Leoni, caporedattore a Sky Tg24 e profondo conoscitore del mondo Americano, specie della far-right.

Fin dalle primissime pagine di questo saggio, edito da Paesi Edizioni (casa editrice specializzata nella saggistica con titoli sempre attuali come nel caso dell’ottimo Il caso Cesare Battisti del giornalista Paolo Manzo) Federico Leoni delinea in modo chiaro come questa destra radicale si sia nel corso degli anni trasformata, abbandonando ruoli marginali e tangendo pericolosamente la destra tradizionale, infiltrandosi rapidamente nel mondo dei conservatori mainstream.

Oggi, afferma Leoni, non si può certo sostenere che la destra repubblicana sia interamente composta da estremisti ma, di sicuro, «si può dire che le idee degli estremisti hanno conquistato – magari solo in parte, magari solo in una versione edulcorata – una certa fetta dell’elettorato di destra.»

Fascisti d’America è un’imperdibile opportunità per chiunque voglia realmente approfondire una questione di urgente attualità. Suddiviso in otto capitoli, il saggio di Leoni, che si avvale in appendice di un utilissimo glossario per capire il linguaggio di questa destra, nel ricostruire le varie tappe dell’evoluzione della far-right, parte dal passato più recente, dalla vittoria alle presidenziali del 2008 di Obama, un evento per coloro che intravedevano in quel giovane presidente la speranza di un cambiamento, ma per alcuni l’inizio dell’apocalisse, un’evocazione, purtroppo, non solo letteraria.

Nel New Jersey furono dati alle fiamme alcuni striscioni pro-Obama. Ci furono roghi, croci incendiate e minacce di morte. Qualcuno passò dalle intimidazioni alla violenza fisica. A Brockton, Massachusetts, il ventiduenne Keith Luke entrò nell’abitazione di due sorelle ispaniche e sparò a entrambe: una morì. Luke, che in seguito si sarebbe presentato al processo con una svastica incisa sulla fronte, dopo il delitto avrebbe voluto dirigersi verso la locale sinagoga, ma fu fermato in tempo. Nello Stato di New York quattro giovani bianchi sfogarono la propria rabbia per il risultato elettorale passando la notte a manganellare afroamericani.

Una violenza che parte da lontano, dal famigerato KKK, agghiacciante acronimo del più noto Ku Klux Klan, organizzazione che nacque «dopo la Guerra di secessione in Tennessee, su iniziativa di ex militari confederati decisi a contrastare le iniziative con cui il governo federale voleva attenuare la segregazione razziale e garantire il diritto di voto alle persone di colore.»

Fascisti d'America - Ku Klux Klan
Una riunione del Ku Klux Klan a Gainesville, Florida, il 31 Dicembre1922.

Un movimento dichiaratamente razzista, i cui i celebri membri incappucciati adottarono la violenza come la forma migliore per esprimere le loro aberranti idee che, travalicando i secoli, non hanno perso di forza ma si sono, purtroppo, rinvigorite.

Perché una delle caratteristiche di questi movimenti, come spiega bene Leoni, è l’assoluta capacita di adattarsi ai tempi, assumendo, come l’acqua, la forma del proprio recipiente, mostrandosi, così, attraverso una veste solo apparentemente nuova.

Indubbiamente, nella ritrovata vigoria della destra radicale americana, il ruolo esercitato da Trump non è stato affatto marginale e questo fin dall’inizio della sua avventura politica. Affermazioni come quelle pronunciate da Trump, il 16 giugno 2015, giorno in cui ufficializzava la sua candidatura alla Casa bianca, per il quale «la maggior parte degli immigrati messicani era composta da stupratori che portavano droga e criminalità», se da una parte non hanno scosso più di tanto i maggiorenti del Partito Repubblicano e i media, certi che la cometa Trump sarebbe scomparsa facilmente dai radar, dall’altra, invece, hanno aizzato la destra radicale, capace di scorgere nel miliardario «un campione comune, in grado di dare al Paese una forma che tutti loro condividevano in pieno.»

Ma siccome a un male se ne aggiunge un altro, ecco sulla strada dell’affermazione della far-right un altro inatteso e formidabile alleato: la pandemia da coronavirus. La reclusione forzata determinata dal lock-down generalizzato, ha aumentato in modo esponenziale il tempo trascorso su Internet da parte degli Americani e alcuni di loro hanno iniziato a familiarizzare con siti sui quali non si faceva informazione ma, al contrario, disinformazione, proponendo della propaganda politica e nella forma più becera.

Facendo leva sullo scoramento e sul diffuso senso di disagio, i gruppi di estrema destra, non solo quelli Americani, in verità, come sottolineato da uno studio dell’ONU del luglio scorso, «hanno cercato di sfruttare il dolore e l’ansia legati alla pandemia, utilizzando teorie del complotto per portare avanti i propri propositi, arruolare nuovi affiliati, diversificare la propria base e creare legami con altri gruppi.»

Come, ad esempio, QAnon, forse, nella galassia estremistica Americana, il gruppo più pericoloso. Proprio le pagine che Leoni dedica a QAnon, sono fra le più interessanti di tutto il saggio, facendo luce su una realtà poco nota, ammantata di mistero, al punto da essere difficilmente catalogabile:

Cos’è QAnon? Un’elaborata teoria cospirazionista? Una religione? Una setta globale? Una rete estremista? Probabilmente tutte queste cose insieme. Per qualcuno è addirittura un terrificante gioco di ruolo. Soprattutto, QAnon è un pericolo. L’Fbi lo considera ufficialmente una «minaccia terroristica interna», per di più crescente. Sparge odio a fiumi su Internet, senza considerare i tanti sostenitori di Trump che, dopo le elezioni, affollavano le manifestazioni contro i «brogli» elettorali agitando armi d’assalto e bandiere con la Q. Secondo QAnon, Trump è un agente segreto in missione per il Pentagono. Nell’ambiente lo chiamano Q+. Ha accettato di diventare presidente per combattere una crociata segreta contro una lobby mondiale di pedofili, chiamata Cabal. La Cabal è formata dai poteri occulti che in America hanno preso il potere dopo l’uccisione di Kennedy.

Sembrerebbe la sinossi di un romanzo distopico, la trama di un libro di Ray Bradbury e, invece, è tutto vero.

I seguaci di QAnon, come racconta Leoni, credono che di questo deep state facciano parte un po’ tutti, dai politici come Hillary Clinton o Nancy Pelosi, a celebrità di Hollywood come Tom Hanks o star della musica come Beyoncé, passando, ovviamente, per i soli noti Bill Gates e George Soros.

Fascisti d'America - Epilogo dell'era Trump
Il turbolento epilogo dell’era Trump. Autore: Ted Eytan
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Per gli “anons” – come i seguaci di QAnon chiamano sé stessi – la Cabal, come scrive Leoni, «ha creato nel sottosuolo delle basi militari segrete, le D.u.m.b. (Deep Underground Military Bases), in cui milioni di bambini, rapiti o addirittura fatti nascere in prigionia, vengono violentati e torturati. Dal sangue dei mole-children («bambini talpa») si ottiene l’adrenocromo, una droga che è anche un elisir di lunga vita (per la cronaca: l’adrenocromo esiste veramente, si usa per sintetizzare farmaci contro l’epilessia e viene ottenuto in laboratorio dall’ossidazione dell’adrenalina).»

Una descrizione allucinante ma che delinea lucidamente i contorni di un fenomeno in costante crescita, allarmante, vera cifra del momento. In altri tempi queste inaccettabili farneticazioni sarebbero state facilmente confinate nei recinti dell’idiozia umana, oggi, però, grazie anche alla forza dirompente della rete, alla sostanziale incapacità di molti, specie in questi tempi grami, di discernere fra notizie e spazzatura, prendono piede, facendo proseliti nel gregge internauta.

Ma, ahinoi, QAnon, che purtroppo come affermato dal professore Joan Donovan, dell’Università di Harvard, resisterà anche al dopo Trump, perché estremamente malleabile, è solo la punta dell’iceberg della galassia fascista Americana.

Per fortuna esiste ancora un’informazione vera, accurata come nel caso di Fascisti d’America, un libro che tutti dovrebbero leggere, per non dire, un domani, io non lo sapevo. Il sonno della ragione, si sa, genera mostri, affamati di ignoranza, assetati di stupidità, che si nutrono spesso solo di false notizie, cibo che corrobora le loro deliranti idee.

Fascisti d’America di Federico Leoni vi condurrà nel sottobosco della far-right, lungo strade impervie e del tutto sconosciute, le stesse percorse lo scorso 6 gennaio da coloro che hanno assaltato il Congresso Americano: «Per alcuni è stato un tentativo di golpe, per altri un corteo di sprovveduti finito molto male.» La verità, come sempre, è secondo Federico Leoni nel mezzo. «Non tutti coloro che hanno votato per Trump sono dei violenti facinorosi, ma le elezioni del 2016 hanno galvanizzato e unito alcuni movimenti dell’estrema destra che da anni cullano l’idea di una nuova rivoluzione americana. Conosco queste persone, le ho incontrate altre volte.»

Fascisti d'America - Copertina

FASCISTI D’AMERICA

Federico Leoni
Paesi Edizioni

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