Fato e Furia

Fato e Furia - Groff

«Due persone risalivano la spiaggia. Lei bionda ed elegante nel suo bikini verde, malgrado fosse maggio nel Maine e facesse freddo. Lui era alto, vivido; emanava uno sfarfallio luminoso che saltava all’occhio e teneva avvinto. Si chiamavano Lotto e Mathilde.»

Quando nel 2015 Fato e Furia fu pubblicato l’allora presidente degli Stati Uniti Barack Obama, dopo averlo letto, lo definì bellissimo.

E non si sbagliava.

Fato e Furia di Lauren Groff è un romanzo dalla trama apparentemente semplice ma in realtà complessa come solo la vita sa esserlo, un gomitolo che si dipana pagina dopo pagina, conducendo il lettore, novello Teseo, in un labirinto di storie, nei meandri di un racconto fatto di specchi che riflettono immagini ogni volta differenti.

Protagonisti del libro di Groff, edito in Italia per i tipi di Bompiani e tradotto da Tommaso Pincio, sono Lotto e Mathilde, due ragazzi con un passato difficile, affamati di presente, desiderosi di esplorare la vita con i loro giovani corpi, senza un attimo di esitazione, come se non vi fosse un domani.

E un domani, invece, arriva, e sarà intenso, rapido, imprevedibile.

Fato e furia - Lauren Groff
L’autrice Lauren Groff

Intorno a Lotto e Mathilde, a un’esistenza graffiata e percorsa con la rabbia e la cieca ambizione di due ventenni, si snoda un intreccio narrativo efficace, stimolante, in cui si inseriscono più piani descrittivi, in cui il lettore si muove agilmente, senza mai perdere l’orientamento.

Una storia, o sarebbe meglio dire più storie, che attraversano diversi decenni, scavalcando il XX secolo, lambendo i nostri giorni.

Lotto e Mathilde, dopo essersi conosciuti a una festa, si promettono eterno amore. Dopo una sola settimana sono novelli sposi fra lo stupore di amici e parenti, pronti a scommettere sulla fine più meno immediata di quella follia, di quel camminare su un filo sospeso sul vuoto.

Ma la follia, spesso, è la più lucida delle logiche e calcolate strategie, e quell’unione, che ai più sembra assurda, certificata dalla bramosia di due corpi che si cercano annusandosi come animali in calore, funziona, con buona pace delle spietate Cassandre.

Nella prima parte del romanzo l’assoluto protagonista è Lotto, diventato nel frattempo affermato commediografo con un passato da attore fallito in teatri semivuoti di periferia e una giovinezza vissuta tra feste interminabili, risvegli devastati da epiche sbornie e  anonimi coiti bruciati in estati senza tempo.

Poi entra in scena semplicemente lei, Mathilde.

Lo fa con il suo incedere elegante, etereo, con il suo profilo da principessa di ghiaccio, con quel carico di mistero che svela un poco alla volta, tenendo il lettore, anche quello più distratto, incollato al libro.

Mathilde, come un’attrice navigata, dopo essere rimasta pazientemente dietro le quinte, si impadronisce della trama, scalzando comprimari rumorosi, diventando involontaria protagonista, proprio lei che «era sempre stata un pugno in verità» e che soltanto «con Lotto era stata una mano aperta.»

Fato e Furia, un titolo che echeggia di tragedia greca, convince per una trama mai banale, per i diversi colpi di scena, per una carrellata di personaggi secondari ma decisivi, tra cui il laido Chollie e la nequitosa Antoinette, per il sottobosco narrativo e per una scrittura teatrale ma al tempo stesso intensa, rasposa e incalzante.

Un libro che si apre con la descrizione di un amplesso divorato sotto un sole accecante, fra graffi, sussurri, grida, promesse vacue, esplosione di piacere e che si chiude con il dipanarsi di un mistero.

A metà strada fra una piece teatrale e un romanzo di Bukowski, Fato e Furia vi piacerà, confermando che alla base di un buon libro c’è sempre una storia convincente ma, principalmente, la capacità di saperla raccontare e in questo Lauren Groff non è seconda a nessuno.

Fato e furia

FATO E FURIA

Lauren Groff
Edizioni Bompiani

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