I misteri delle soffitte

I misteri delle soffitte

Con I misteri delle soffitte continuiamo il nostro viaggio tra le autrici degli scorsi due secoli.

I misteri delle soffitte - Proietti e Gregoretti
Gigi Proietti e Ugo Gregoretti

Carolina Invernizio è sicuramente stata la regina italiana dei romanzi d’appendice tra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900, anche se i suoi libri furono apprezzati più dal pubblico che dalla critica: basti pensare che, secondo Enrico Deaglio, l’espressione “la casalinga di Voghera” divenuta ormai di uso comune, deriverebbe proprio da uno degli epiteti attribuiti dai critici alla nostra! C’è da dire, però, che dalle sue pagine la settima arte e più tardi la televisione hanno attinto a piene mani. Le sue opere, infatti, sono state ispirazione per numerosi film a partire dal 1917, con alcune pellicole per il cinema muto, per arrivare fino agli anni ’70. Nel ’75, da I ladri dell’onore venne tratto uno sceneggiato per la televisione dal titolo Romanzo Popolare Italiano per la regia di Ugo Gregoretti, con Gigi Proietti quale interprete principale, mentre in tempi più recenti (2015) la narrativa della Invernizio è stata di ispirazione alla serie La dama velata, trasmessa dalla Rai e liberamente tratta da Il bacio d’una morta.

Come ogni buon autore d’appendice, anche Carolina Invernizio non poteva rimanere insensibile al fascino dei misteri introdotti da Eugène Sue con quelli di Parigi e in seguito ripresi da Francesco Mastriani con quelli di Napoli. Nel 1901 vede quindi la luce I misteri delle soffitte, prima di una piccola serie di opere tra loro del tutto indipendenti le quali si propongono di esplorare il torbido del capoluogo piemontese che, come Parigi e Napoli, fa da perfetto teatro a vicende intrise di mistero, celando il peccato dietro l’apparenza di rispettabilità.

I misteri delle soffitte - Carolina invernizio
L’autrice Carolina Invernizio.

Diversamente da Mastriani e Sue, però, Carolina Invernizio non pone nei suoi lavori il seme della denuncia sociale.

È logico pensare che una signora di buona famiglia dell’epoca non potesse certo andare per le strade ad esplorare gli ambienti che dovevano fare da sfondo alle sue storie, come invece avevano fatto i suoi colleghi uomini. La Invernizio, quindi, fa di queste vicende solo il mezzo per raccontare come il male possa nascondersi dietro le facciate più oneste e come il bene, alla fine, dopo tante sofferenze e peregrinazioni, trionfi sempre.

In tutti i suoi romanzi la Invernizio ci mostra quanto sia semplice cadere in tentazione: il fascino del peccato può eccitare anche le persone più innocenti, attirandole in un vortice che sembra risucchiare tutti i buoni sentimenti senza lasciare scampo.

Ovviamente, alla fine, ogni cosa deve tornare all’ordine precostituito, l’onore deve essere preservato da qualunque macchia o reso di nuovo candido attraverso prove a volte durissime.

Caratteristica della scrittura della Invernizio è quella di presentarci figure disoneste che sembrano trionfare per quasi tutta la storia, fino allo stravolgimento finale in cui arriva, invece, l’immancabile condanna. I misteri delle soffitte non fa eccezione e segue questo medesimo schema. Ci ritroviamo, quindi, in una Torino in cui la divisione tra le classi sociali non viene analizzata, ma funge semplicemente da sfondo ai misteri del titolo.

Lo stile della Invernizio in I misteri delle soffitte tende a privilegiare i dialoghi alle descrizioni, quindi l’ambientazione diventa un abbozzo sfocato in lontananza mentre ci si ritrova immersi nelle voci dei personaggi, quasi si assistesse ad un dramma radiofonico…

I misteri delle soffitte
Piazza Castello a Torino in una stampa del diciannovesimo secolo.

Non voglio raccontarvi la trama di questo libro, ma vi posso certamente dire che ci troviamo di fronte ad una intricata vicenda in cui lo spettatore conosce esattamente il ruolo di ogni personaggio e ne ha ben chiara l’indole, eppure lo sviluppo della storia tiene sempre desta l’attenzione del lettore.

Uno dei personaggi meglio tratteggiati in questo romanzo è proprio il “cattivo”, il conte Livio Rossano, che incarna perfettamente la figura del giovane nobile dissoluto, bugiardo e seduttore. A differenza di altri antagonisti della Invernizio, però, Livio non si arrende, rifugge qualunque compromesso e rifiuta le vie di salvezza che con estrema generosità gli vengono proposte dai personaggi da lui vessati durante tutto il racconto. Forse il fascino del personaggio di Livio sta proprio in questa sua caratteristica atipica: il conte non vuole espiare le sue colpe e dovrà essere qualcun altro a decidere per lui.

Ci troviamo di fronte ad un genere di letteratura certamente di evasione, ma la trama risulta avvincente e la narrazione scorrevole, riuscendo a districarsi con grazia e agilità in una vicenda piuttosto complessa.

Non voglio porre la Invernizio alla stessa stregua delle autrici che abbiamo già trattato in queste pagine (Paola Drigo e Neera), ma credo sia doveroso dedicare spazio anche a questa caratteristica voce che ha tenuto con il fiato sospeso tanti lettori del secolo scorso!

I misteri delle soffitte - Copertina

I MISTERI DELLE SOFFITTE

Carolina Invernizio
Yume Editore

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *