Il bacio della donna ragno

Il bacio della donna ragno

Manuel Puig nacque il 28 dicembre 1932 in un minuscolo paese della pampa argentina. Cinquecento chilometri lontano da Buenos Aires.

La Madre, María Elena Delledonne, era una chimica di origini italiane. Fu proprio questa donna, amatissima dallo scrittore, a far nascere, nel piccolo Manuel, la passione per la settima arte, portandolo quasi tutti i giorni al cinema del paese.

Nel 1946 Puig iniziò gli studi superiori, trasferendosi nella capitale.

La sua passione per film e letteratura lo condusse a scrivere numerose recensioni su vari quotidiani e riviste.

In seguito, mentre era all’università, vinse una borsa di studio che gli permise di partire per Roma, allo scopo di frequentare il centro sperimentale di cinematografia.

In lui, sempre più, si faceva strada il sogno di diventare uno sceneggiatore.

Fu, quindi, a Parigi, Londra e Stoccolma e, pian piano, trovò la sua strada nella letteratura.

Nel 1963, mentre lavorava a New York scrivendo per i musical di Broadway, partorì il suo primo romanzo: il tradimento di Rita Haywort.

L’opera successiva Una frase un rigo appena, del 1969, fu quello che lo consacrò come autore di successo. Il lavoro suscitò non pochi dissapori nel suo paese d’origine a causa dell’altissima riconoscibilità dei personaggi. Ebbe, tuttavia, un’enorme e benevola accoglienza da parte dei lettori argentini. Nel giro di poco, il romanzo fu tradotto in un gran numero di lingue.

Nel 1973 fu la volta del suo libro scandalo: The Buenos Aires Affair, in cui alcune osservazione politiche irritarono il Governo.

Il romanzo venne sequestrato e censurato dalle autorità.

Il bacio della donna ragno - Manuel Puig
L’autore Manuel Puig in uno scatto del 1979.

Puig diventò un autore “vietato”.

L’autore iniziò addirittura a ricevere minacce e decise di lasciare l’Argentina, Non vi farà mai più ritorno, neppure con la rinata democrazia.

Nel 1982 fu candidato al Nobel, premio vinto quell’anno, invece, da Marquez.

Manuel Puig si spense a Cuernavaca, in Messico, il 22 Luglio del 1990.

Il bacio della donna ragno racconta la condizione di due detenuti, prigionieri in un carcere di Buenos Aires.

Luis Alberto Molina, omosessuale, condannato per corruzione di minori e Valentín Arregui Paz, sovversivo.

Molina ha una personalità semplice, sognatrice e delicata.

Valentin è un giovane uomo colto che ha dedicato la sua esistenza alla lotta armata.

La vicenda viene rappresentata quasi esclusivamente attraverso i dialoghi tra i due protagonisti. Gli interventi di un narratore esterno sono pressoché assenti.

Il tempo del racconto e quello della sua durata, vanno, quindi, a coincidere.

Molina intrattiene Valentin con lunghe narrazioni riguardanti trame di film a lui molto cari. Tutte pellicole che fanno sognare, per il loro lato romantico, questo tenero omosessuale.

Tra le tante spicca Il bacio della pantera, del 1942 per la regia di Jacques Tourneur e con Oliver Reed.

Un Horror che vede la protagonista trasformarsi in pantera per uccidere i propri amanti.

Il film viene ripreso verso la fine del libro da un metaforico dialogo tra i due

– Io non sono la donna pantera.

– È vero, non sei la donna pantera.

– È molto triste essere una donna pantera, nessuno può baciarla. Né niente.

– Tu sei la donna ragno, che acchiappa gli uomini nella sua tela.

– Che bello! Questo si che mi piace.

– …

– Valentín, tu e mia mamma siete le due persone a cui ho voluto più bene al mondo.

– …

– E tu avrai un bel ricordo di me?

– Ho imparato molto da te, Molinita…

– Sei matto, se io sono un asino…

– E voglio che te ne vada contento, e che tu abbia un bel ricordo di me, come io ce l’ho di te.

– E cos’è che hai imparato da me?

– È molto difficile da spiegare. Ma mi hai fatto pensare molto, te l’assicuro…

– Hai le mani sempre calde, Valentín.

– E tu sempre fredde.

– Ti prometto una cosa, Valentín… che ogni volta che mi ricorderò di te, sarà con allegria, come mi hai insegnato tu.

– E promettimi un’altra cosa… che ti farai rispettare, che non permetterai a nessuno di trattarti male, né che ti sfrutti. Perché nessuno ha il diritto di sfruttare nessuno. Scusami se te lo ripeto, perché una volta te l’ho detto e non t’è piaciuto.

– …

– Molina, promettimi che non ti lascerai mettere sotto i piedi da nessuno.

– Te lo prometto.

Il bacio della donna ragno - Puig e Marquez
Manuel Puig con Gabriel Garcìa Marquez.

Il film più significativo narrato è, però, una fantomatica pellicola girata dalla propaganda nazista, durante la seconda guerra mondiale. Narra l’amore tra una soubrette francese e un ufficiale delle SS. Ovviamente il militare tedesco riveste il ruolo d’un principe azzurro che salva la sua amata.

Malgrado le proteste di Valentin, Molina è irremovibile: a lui non interessano le efferatezze umane e politiche che si nascondono dietro la vicenda. A interessargli è sempre l’elemento che illustra un amore struggente.

Intanto la triste vita dei due prigionieri trascorre tra stenti e privazioni nell’angusta cella.

Sporcizia, vitto scarso, urla provenienti da altre celle, prigionieri massacrati da torture e che si intravedono passare per gli squallidi corridoi.

Unica consolazione sono i pacchi di provviste che la madre di Molina fa recapitare al prigioniero.

L’omosessuale con amore fraterno e profondo senso di solidarietà li divide col suo compagno di cella.

Anche se Valentin non approva la mancanza di posizioni politiche di Molina e, a volte, ne deride l’ingenuità, frammista a un eccessivo tono enfatico, non può fare a meno d’affezionarsi a quel suo strambo compagno di prigionia.

Il rivoluzionario non lo ammette, ma quei prolissi riassunti cinematografici gli tengono gran compagnia.

Presto, però, Valentin si ammala e, con immensa tenerezza, Molina lo cura.

Tra i due, piano piano, oltre a una salda amicizia si instaura anche una sorta di osmosi.

Valentin cede al romanticismo di Molina e Molina alle idee rivoluzionarie di Valentin.

Tuttavia, un inquietante dialogo, presentato dall’autore al di fuori della cella, mostra che un’oscura trama incombe sui due detenuti.

Il romanzo prosegue con l’intervallarsi di brani tratti da saggi sulla psicologia che domina le personalità degli omosessuali, rapporti di polizia, intercettazioni telefoniche.

Il bacio della donna ragno - William Hurt
William Hurt ne il bacio della donna ragno.

Uno stile molto caro a Puig e sempre presente nei suoi romanzi.

L’estetica della Pop Art, infatti, prevale in quasi tutte le opere dell’autore argentino.

È anche da notare come, malgrado l’apparente semplicità stilistica dei dialoghi, il punto di vista del Narratore Molina cambi continuamente prospettiva.

Quando parla normalmente con Valentin è un semplice narratore che presenta gli eventi così come si stanno svolgendo. Non sa più né del lettore né del co-pratogonista.

Quando, invece, diventa la voce preposta a raccontare i film, allora assume il ruolo del narratore onnisciente. Lui sa tutto della pellicola. Conosce l’aspetto che hanno gli attori e sa cosa pensano nel più profondo dell’intimo poiché conosce anche la fine della pellicola che, ovviamente, getta luce sull’intera trama.

Questa intricata rete di voci e punti di vista va a creare proprio la sensazione di una ragnatela tutta tessuta con voci tra loro stridenti.

Anche da qui il titolo del lavoro.

Un film, abbastanza riuscito, fu tratto da questo romanzo.

Héctor Babenco, il regista, affidò la sceneggiatura allo stesso Puig e William Hurt, che interpretava Molina, fu premiato con l’oscar come miglior attore protagonista.

Una raffinatezza della pellicola è stata la decisione di far interpretare a Sonia Braga sia la protagonista del film di stampo nazista, raccontato da Molina, sia la fidanzata, nella vita reale, del ribelle Valentin.

Il bacio della donna ragno - copertina

IL BACIO DELLA DONNA RAGNO

Manuel Puig
Edizioni SUR

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