Il Grande Meaulnes

Henri Alain Fournier, 1886 – 1914, autore de Il Grande Meaulnes, ha probabilmente scritto uno dei più toccanti romanzi dedicati al mondo dell’adolescenza.

Un vero e proprio inno a quest’età così magica, così difficile, così determinante e che può essere molto faticoso abbandonare.

Uno dei protagonisti, François, ha quindici anni e s’impone come voce narrante dell’intera vicenda. Il ragazzo è il figlio di Monsieur Seurel e relativa signora, entrambi insegnanti nella scuola di Sainte-Agathe.

Lo stesso François frequenta il corso per diventare maestro elementare.

La vita procede tranquilla in questo borgo prevalentemente agricolo, immerso nelle campagne della Sologna.

Un giorno, però, poco dopo l’inizio del nuovo anno scolastico, un ragazzo di 17 anni, Augustine Meaulnes, giunge a turbare l’equilibrio, e la monotonia, che governa l’esistenza del luogo.

Il giovane viene ospitato in casa della famiglia Seurel.

Il Grande Meaulnes - Henri Alain Fournier
L’autore Henri Alain Fournier

La profonda inquietudine di Augustine, subito soprannominato il Grande Meaulnes, ha un fascino magnetico e presto conquista tutti gli studenti.

Poco prima di Natale i nonni di François Seurel giungono a Sainte-Agathe e Augustine decide di recarsi alla stazione ferroviaria per accoglierli.

Si perde.

Per quanto faccia non riesce a ritrovare l’orientamento, smarrendosi in un labirinto di strade sterrate che si dipanano tra boschi e colline.

La notte cala.

È qui che va rintracciato il nucleo del romanzo.

Vagando a piedi, infatti, il ragazzo giunge presso una nobile dimora in rovina, dove si sta tenendo una tanto sfarzosa quanto bizzarra festa.

Commedianti, saltimbanchi e una moltitudine di strambi personaggi in maschera, si aggirano in quello che, per il resto del romanzo, verrà chiamato “il dominio misterioso”.

La grande festa è data in onore del presto a venire matrimonio di Franz, giovanissimo figlio di aristocratici decaduti, proprietari di quei possedimenti.

La personalità di Franz è, con ogni evidenza, improntata a quella bramosia, impossibile da saziare, che mira a raggiungere una concezione “assoluta” dell’esistenza.

I comportamenti del giovane, come più avanti si verrà a sapere, sono tutti modellati su desideri infantili e folli capricci che s’ispirano a gesta eroiche o improvvise esaltazioni.

La sua esuberante purezza, però, riesce sempre a incantare l’intera famiglia che, ogni volta, farà di tutto pur d’assecondarlo.

Durante la festa si viene a sapere che Franz è andato a Bourges per condurre alla festa la sua fidanzata. I due, tuttavia, non sono ancora arrivati.

Il mattino giunge e Augustine, nei pressi del laghetto della tenuta, incontra Yvonne de Galais, la sorella di Franz. Un amore improvviso e travolgente investe i due giovani.

Nel frattempo Franz ritorna portando con sé una ben triste notizia: la sua fidanzata lo ha improvvisamente lasciato. Il matrimonio non si terrà. Il giovane è disperato. La festa si interrompe bruscamente.

Le Grand Meaulnes 1967
La locandina del film tratto dal romanzo nel 1967 per la regia di Jean-Gabriel Albicocco

Augustin Meaulnes approfitta di un passaggio e, attraversando un dedalo di sentieri, torna a Sainte-Agathe dopo ben tre giorni di assenza, lasciandosi alle spalle quel dominio misterioso cui non saprebbe mai far ritorno.

A questo punto il romanzo si sviluppa seguendo l’affannosa ricerca che Meaulnes, insieme all’amico François, compie per rintracciare quel luogo incantato immerso nella rarefazione d’un sogno.

Vuole assolutamente ritrovare il posto, dove presumibilmente, s’aggira quella fanciulla che ormai egli ritiene essere la donna della sua vita.

Nel frattempo, Franz, disperato, prima tenta il suicidio, poi si unisce a una banda di poveri saltimbanchi, dediti, talvolta, anche a piccoli furti.

La vicenda procede seguendo, quindi, una lunga e complessa trama e coprendo l’arco di svariati anni.

Augustine, con la scusa di proseguire gli studi ma sempre sulle tracce della sua Yvonne, si trasferirà a Parigi, François diventerà maestro elementare. Molti saranno i colpi di scena, accompagnati da grandi tragedie e alcune gioie.

Il fulcro di tutto resta però, sia nella mente del protagonista, sia nell’anima del lettore, sempre quella notte magica, sempre quella festa dall’irripetibile fascino.

Contiene in sé già tutte le risposte a ogni possibile domanda che la trama del libro, compresa la fine, potrebbe fornire.

Jorge Luis Borges soleva dire:

Per quanto lungo e complesso possa essere il destino di un uomo, esso si riduce a un solo istante: quello in cui saprai per sempre chi sei.

Può capitare, tuttavia, che questo istante giunga molto presto, ma, essendo troppo giovani, non riusciamo a coglierne chiaramente il messaggio, permanendo, così, in un’irreversibile inconsapevolezza di noi stessi.

Proprio come capitò, in quella notte fatale a Meaulnes, quando si smarrì nei boschi della Sologna e raggiunse quel dominio misterioso che, poi, neppure sarà in grado di ritrovare.

La vicenda di quella magica serata contiene in nuce tutta l’intera esistenza del protagonista.

Più che gli effettivi eventi accaduti durante quella magica notte è il ricordo di essi a determinarlo, a contenere il suo avvenire.

Ciascuno di noi, infatti, custodisce in sé, nel bene e nel male, l’incantata, talvolta straziante, stagione dell’adolescenza.

Un periodo in cui tentiamo di rintracciare, per tutta la vita, il ricordo di attimi perfetti perfino nel loro dolore.

La maggior parte degli esseri umani, poi, riesce ad affrancarsi da quel mondo perduto e, chi più chi meno, trova un compromesso tra l’accettazione della mediocrità nel mondo e il desiderio di supremi ideali.

Sarà così per François, che diventerà maestro, in misura meno determinante, anche, addirittura, per Franz.

Ma non per Meaulnes, destinato a una vita da cavaliere errante.

Le Grand Meaulnes 2006
Una scena tratta dal film ispirato dal romanzo nel 2006 per la regia di Jean-Daniel Verhaeghe

Cosa rappresenta, infatti, quella lunga notte di baldoria, solo apparentemente spensierata, se non la nostra prima giovinezza?

Musica, danze, saltimbanchi, commedianti, esagerati travestimenti, cibo e vino a volontà, eterni amori che esplodono in un batter di ciglia, fanciulle per sempre perdute.

E tutto in una sorta di non luogo che non può essere rintracciato da alcuna bussola, che nessuna coordinata può segnare su una mappa. Proprio come i posti che appartengono ai sogni.

Non è soltanto la complessa topografia della boscosa Sologna a rendere difficile da rintracciare il dominio perduto, ma anche qel labirinto di specchi ove ogni personaggio si riconosce, ingigantito, nel riflesso dell’altro.

François sta a Meaulnes, infatti, come Meaulnes sta a Franz.

Diventerà, così, impossibile, al termine della storia, stabilire chi si è davvero perso e chi, invece, è riuscito a raggiungersi.

Ma molto meglio di quanto abbiamo fatto noi finora, interviene una lettera dello stesso Fournier a ribadire i concetti espressi:

Il mio credo in arte: l’infanzia. Riuscire a renderla senza nessuna puerilità con tutta la sua profondità che tocca i misteri. Il mio libro futuro sarà, forse, un continuo andirivieni tra sogno e realtà: “sogno” inteso come la smisurata e indefinita vita infantile che fluttua sull’altra e che è continuamente turbata dagli echi dell’altra.

È evidente, inoltre, come la vicenda narrata sia incredibilmente autobiografica.

I genitori di Fournier erano, infatti, insegnanti di una scuola per poveri.

Isabelle, la sorella tanto amata dallo scrittore, avrà un ruolo fondamentale nella trama del romanzo.

L’autore francese, soprattutto, fu follemente innamorato, non ricambiato, di Yvonne de Quiévrecourt. Si trattò di una vera e propria ossessione che lo accompagnò per tutta la sua breve esistenza. Appena ventisettenne, Alain perse la vita durante la prima guerra mondiale. Malgrado potesse contare su conoscenze influenti, che avrebbero potuto relegarlo nelle più sicure retrovie, chiese di essere mandato in prima linea dove morì gridando: Vive la France! Il suo corpo fu identificato soltanto nel 1991.

Il Grande Meaulnes - Copertina

IL GRANDE MEAULNES

Henri Alain Fournier
Edizioni Feltrinelli

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