Il gusto del sangue

Il gusto del sangue

André Héléna, figlio di un archeologo, nacque l’8 aprile del 1919 a Narbonne. Condusse un’infanzia felice fino alla separazione dei genitori.

Seguì, poi, sua madre a Leucate e, appena diciassettenne, dopo aver interrotto gli studi, si recò a Parigi dove pubblicò la sua prima raccolta di Poesie Le Bouclier d’or.

Immediatamente dopo passò anche a occuparsi di cinema. Fu, infatti, tecnico di ripresa per il film Arsène Lupin Détective di Henri Diamant-Berger con Jules Berry.

Schierandosi con i repubblicani, partecipò alla guerra civile Spagnola e, in seguito, si unì alla resistenza.

A guerra finita, fondò anche una rivista letteraria, ma venne arrestato per sciocche ragioni burocratiche legate alla vendita del suo giornale.

Trascorse sei mesi in carcere.

Amava frequentare l’ambiente Bohemienne di Parigi, soprattutto quello concentrato attorno alla Bourse De Commerce, dove intellettuali o artisti spiantati conducevano una vita piuttosto disinteressata al futuro e concentrata sulla goliardia e su quel buon vino intento a scorrere nell’attimo presente.

Il gusto del sangue - André Héléna
L’autore André Héléna.

I suoi contemporanei ricordano Héléna per il tratto raffinato e i modi eleganti che lo contraddistinguevano.

Una vaga aria triste caratterizzava il suo incedere nella chiassosa Ville Lumière.

Per anni l’autore francese visse pressoché in miseria, abitando in scomodi monolocali od occupando camere d’albergo di terz’ordine.

La scrittura non gli permetteva di condurre una vita economicamente decente. Spesso lavorava per più editori, redigendo diversi romanzi contemporaneamente e, per ciascuno, chiedendo anticipi.

Questa condizione di continua precarietà, spesso non gli consentiva di terminare le sue opere così come meritava l’innato talento che gli era proprio.

Finalmente, l’incontro con la futura moglie Marthe, portò un po’ d’ordine nella sua vita. La donna riuscì ad amministrare e promuovere con un certa destrezza il lavoro di Héléna.

In questo periodo, inoltre, incontrò Frédéric Ditisheim, celebre editore dell’epoca specializzato in polizieschi e con il quale, pubblicando a un ritmo di 5, a volte persino 10 romanzi all’anno, raggiunse una certa tranquillità economica.

Nel 1955 fu realizzato Interdit de sejour, un film, diretto da Maurice de Canonge, tratto dall’omonimo romanzo di Héléna.

In 30 anni di carriera, e sotto vari pseudonimi, il Nostro scrisse duecento romanzi.

Sotto richiesta dei suoi editori si cimentava in qualsiasi genere, perfino quello pornografico.

Morì a Parigi, all’età di soli 53 anni,il 18 novembre del 1972.

André Héléna è stato pressoché dimenticato, malgrado critica e colleghi lo abbiano più volte indicato come tra i padri fondatori del noir francese.

Si è soliti, infatti, porlo sullo stesso piano di Simenon e Malet. Ovviamente la cosa, per quanto riguarda Simenon, è riferita solo al commissario Maigret e non, certamente, agli altri suoi romanzi “elevati” di ben altro calibro.

Non ci sentiamo di dissentire da questa tesi. Soprattutto considerando il fatto che le scelte stilistiche dei tre sono profondamente diverse tra loro.

Alla connotazione surrealista, a tratti picaresca, che Malet adotta per raccontare le sue storie, Héléna contrappone uno schietto realismo e allo stile asciutto di Simenon un lirismo estraneo allo scrittore belga.

Jojo dette una sterzata […] il vento era ancora più impetuoso che durante il giorno. Si sentiva sibilare lungo le portiere e ogni tanto scuoteva l’auto. Sferzava il parabrezza con il suo soffio rauco. […] dall’ombra emergevano degli alberi che agitavano al cielo i loro spettri disperati, quasi supplichevoli per poi ripiombare nel nulla, in quell’oscurità impenetrabile. Sembravano dei naufraghi abbandonati alla loro solitudine, al nulla, alla morte.

La chiesa era fresca, c’era un silenzio di tomba, in fondo, sopra l’altare, un grande Cristo catalano, primitivo e tormentato, tendeva le braccia al cielo in un gesto disperato. Chinava sui viventi uno sguardo emaciato che la sofferenza aveva scavato di rughe. Era il terribile sguardo che raggiunge un uomo all’apice del dolore. 

Inoltre Simenon non manca mai di presentare i poliziotti, protagonisti dei suoi romanzi, sotto una luce più che positiva.

Quelli di Héléna sono, invece, ottusi, prepotenti e di una violenza che rasenta la tortura.

I brani, che abbiamo sopra citato, sono tratti da Il gusto del sangue. Romanzo ambientato sul finire della seconda guerra mondiale.

Jacques Vallon è il figlio, poco più che adolescente, d’un magistrato di provincia. La famiglia, seppure tra le notabili della cittadina, un piccolo centro ai confini con la Spagna, versa in condizioni economiche non particolarmente felici. Il ragazzo è gracile, sgraziato, i suoi tratti somatici quasi grotteschi. Le ragazze lo scansano quasi non considerandolo un uomo.

Siamo in piena occupazione tedesca.

Jacques, per un puro caso del destino, entra a far parte della Resistenza che gli commissiona l’esecuzione di alcuni collaborazionisti.

Il giovane, con sua grande sorpresa, scopre di possedere un vero e proprio talento nel ricoprire il ruolo di sicario.

La guerra finisce e, piano piano, tutto torna alla normalità.

Non tutto.

Non lui.

Uccidere è un atto cui non riesce più a rinunciare.

Con efferata bramosia il giovane s’aggira in un mondo fatto di prostitute, malavitosi, avventurieri, ex collaborazionisti.

Il gusto del sangue - Locandina del film interditi de sejour
La locandina del film del 1955 “Interditi de sejour”.

Tutti individui che, durante il corso del romanzo, perdono la loro specifica identità per interpretare l’unico ruolo che interessa a Jacques: quello delle vittime.

In famiglia il protagonista, da sempre visto come un timido e remissivo bravo ragazzo, diventa un estraneo.

Lampi di puro male gli trasfigurano il volto.

Presto non è più solo una necessità quella di uccidere, ma un vero, irrinunciabile piacere.

Implicitamente l’autore e il lettore si chiedono cosa mai possa aver trasformato Jacques in una bestia crudele.

Le frequenti descrizioni del dopoguerra, d’una cittadina ripiombata sì nella pace, ma anche in noia senza scampo, potrebbe essere il primo indizio ottimo per giustificare l’impossibilità, da parte d’un individuo, di riuscire a tornare indietro, una volta raggiunte le estreme regioni dei propri limiti.

Anche la figura dell’escluso, così ben incarnata da Jacques, è un ottimo pretesto per protrarre l’unico ruolo in cui fu protagonista, quello, appunto, del sicario.

Inoltre il continuo rifiuto, subito da Jacques, da parte degli elementi femminili del romanzo, sembra essere sostituito dalla vertigine del sangue.

Un forte elemento sessuale si sovrappone al suo uccidere, come ben si evince dal seguente brano:

Jacques spara a un uomo:

Una Pallottola rovente gli si conficcò in mezzo al petto. Tossì e sputò sangue.

Jacques si avvicina e lo finisce:

E la testa del miliziano esplose col fragore di un tuono.

Jacques uscì dalla chiesa, la bocca secca, le gambe fiacche, colmo di una stanchezza appagata. Come se si fosse scopato la più bella ragazza del mondo. La sensazione era identica. 

È evidente quanto profondamente sia presente la componente della corrente esistenzialista tanto cara alla Francia, e all’Europa, di quel tempo.

Inoltre per descrivere gli atti violenti che guidano la nuova esistenza di Jacques, Héléna adotta uno stile che sfida persino i più audaci brani del coevo hard boiled statunitense.

Non a caso l’autore, sempre all’interno di questo libro, scrive:

e soprattutto non si ritroverà a fare il James Cagney su quella strada, con un tempo da non mandare neanche una puttana a battere.

Dispiace molto sapere che vita professionalmente sfortunata abbia avuto quest’autore. Circondato da “editori squali” si è sempre aggirato lungo i confini del vero successo.

Eppure fu tra gli scrittori più letti della sua generazione, vantando anche numerose traduzioni in Inglese.

Probabilmente Andrè Héléna fu una penna troppo elevata per essere popolare e troppo poco, causa le pressanti urgenze economiche, per compiere il suo ingresso nell’intelligentia francese.

E poi, certo, il destino, la fortuna hanno giocato il loro ruolo.

Perfino la gloriosa Casa Editrice Aìsara che ha avuto il grande merito di pubblicare, qui in Italia, un’ottima scelta dei suoi romanzi, ha ora serrato i battenti.

Si è detto che Héléna scrisse circa duecento romanzi.

In realtà, non conosciamo il loro vero numero poiché non siamo al corrente di tutti i numerosi pseudonimi che il nostro scrittore adoperò durante la sua carriera.

Per chi volesse avventurarsi a scoprire altri capolavori di quet’autore forniamo una lista dei suoi principali nomi d’arte:

Alex Cadourcy, Trehall, Joseph Benoist, Lemmy West, C. Cailleaux, Noël Vexin, Andy Ellen, Andy Helen, Buddy Wesson, Maureen Sullivan, Kathy Woodfield, Herbert Smally, Jean Zerbibe, Sznolock Lazslo, Robert Tachet, Clark Corrados, Peter Colombo.

Se qualcuno, tra i nostri lettori, dovesse scovare un libro con queste firme, e in qualsiasi lingua, ci avvisasse ché troveremmo il modo di promuoverlo nei dovuti modi.

Il gusto del sangue - Copertina

IL GUSTO DEL SANGUE

André Héléna
Edizioni Aìsara

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *