Klinamen

Dalla prefazione di Nicole Taubes a Klinamen di Enrico Piccinini:

S’i’ fosse foco, arderei ‘l mondo;

s’i’ fosse vento, lo tempestarei;

s’i’ fosse acqua, i’ l’annegherei…

 

La Raccolta Klinamen è stata tradotta in francese prima della sua pubblicazione italiana.

Ciò è accaduto perché a leggerla per prima è stata una traduttrice che subito ha avuto il desiderio di trasporre nella sua lingua queste poesie.

Quando si legge attentamente uno scrittore, a volte si ha l’impressione che stia parlando proprio a noi.

Ci tocca allora subito un’emozione, una curiosità, un sentimento di vicinanza umana, nonostante l’alterità, che ci porta a proseguire la lettura (o la traduzione): è allora essenzialmente diversa la fruizione del traduttore da quella del lettore in generale? Forse no.

Di Enrico Piccinini, è evidente la forza acuta – il ‘Drang’ come dicono i Tedeschi – l’energia del linguaggio, la compattezza dei suoi momenti poetici. Siamo scossi fin dalla prima scena che ci spinge alla successiva, a quell'”angoscia vestita di bianco” che è “una bimba malvagia”. Siamo, così, trascinati di verso in verso, di poesia in poesia. Ci convince la densità della materia poetica, la forma conturbante e categorica del suo pensiero.

Klinamen - CopertinaEnrico Piccinini trova espressioni che ci emozionano, anche se (o proprio perché) non si concedono immediatamente ad una comprensione razionale.

C’è allora la voglia d’entrare nei suoi segreti, di stargli vicino nella disperazione, di seguirlo nei sogni, nei sonni, nelle veglie, nelle menzogne e nei suoi incubi perché, sin dall’inizio, s’avverte che questa è la sua verità più intima e che per dirla c’è voluto coraggio.

È stato un lavoro di scrittura costante dove si palesa tutta la sua erudizione.

E c’è voluta passione per confessarsi usando una lingua tanto elaborata.

Presto ci è chiaro che il suo sentire è quello d’ogni essere umano: stare al mondo fa male, è difficile, a volte insopportabile. La vita è cosa dura, tragica.

Per questo poeta la natura non è per niente bucolica, per niente materna. Non si può concederle fiducia, ma si deve, in ogni momento, aggrapparsi alle proprie forze.

In lui c’è rabbia, lotta, rancore, raramente gioia, leggerezza mai.

Ma questa dura realtà, Enrico Piccinini la canta da poeta, nelle sempre diverse forme che costituiscono il suo audace linguaggio.

Si deve sempre fare uno sforzo per non dimenticare che il poeta, in un certo senso, “mente” (la menzogna è la verità dell’arte) e che si può essere tratti in inganno da una specifica identità autobiografica. L’io del poeta, infatti, non è l’io del giovane uomo che ho conosciuto in un caffè sul canale Saint-Martin, a Parigi, e che parlava con impeto e schiettezza di tutto, tranne che di poesia. Piccinini usa con naturalezza ogni figura retorica, ogni trucco del linguaggio (polisemia, allitterazione, giochi di parole, accenti lirici, refrains, parolacce, imprecazioni).

Certo, non è né primitivo né figurativo, né costruttivista né realista, per usare vocaboli propri delle arti figurative.

Lui non scrive “delle poesie” bensì è un poeta che scrive. In questa prima raccolta c’è una voce unica che la tiene insieme e la designa come la sua opera; infatti, oltre i mezzi tecnici, c’è il segno del suo pensiero, del suo linguaggio: la velocità, l’istantaneità fotografica, il ritmo ansimante, il tamponamento, le successioni d’immagini opposte. Sarebbe questa la modernità? In ogni modo è la sua.

Fuori c’è il rumore del mare, la luce del Mediterraneo, la tenda, la sabbia, l’estate. Tutto però è sempre sotto minaccia: c’è “l’ombra dei vimini” che diventa una traccia sul muro. In casa, le prospettive sono distorte e oblunghe come i volumi di Hopper. In città, c’è la pioggia nera, i riflessi dei neon nelle pozze d’acqua, la vertiginosa “strada d’asfalto”, c’è una poesia urbana che corre come i giovani sugli skateboard, ci sono tutte le sfumature del grigio, del nero e le ombre tristi come quei cavalli esausti nei disegni al Conté Crayon di Seurat.

Nicole Taubes

Klinamen - Copertina

KLINAMEN

Enrico Piccinini
ChiPiùNeArt Edizioni

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