L’impronta del gatto

L'impronta del gatto

Con L’impronta del gatto abbiamo voluto continuare la nostra carrellata di investigatori, tra il vecchio e il nuovo continente. Non poteva, allora, mancare una rappresentanza dell’Italia in questo immaginario viaggio tra luoghi e modi di scrivere così diversi.

L'impronta del gatto - Augusto De Angelis
L’autore Augusto De Angelis.

Il commissario De Vincenzi, protagonista di questo e altri romanzi, nasce dalla penna di Augusto De Angelis, scrittore e giornalista attivo durante gli anni del fascismo.

La carriera di De Angelis è stata molto breve e vede al suo attivo poco meno di venti romanzi, quasi tutti dedicati al commissario De Vincenzi. Tuttavia De Angelis, da buon appassionato di teatro e cinema, scrisse anche alcune commedie teatrali e due biografie della sua attrice prediletta, Dina Galli.

Nonostante il successo riscosso dai suoi romanzi, anche Augusto De Angelis patì la censura del regime fascista che, considerando il noir come un genere d’elite e di derivazione anglosassone, arrivò ad imporre il sequestro dei romanzi di tale genere e addirittura a far chiudere la famosa collana dei Gialli Mondadori pur di far scomparire il crimine dalla cronaca e dalla letteratura, per puri motivi propagandistici.

Inoltre il nostro ebbe a scontrarsi ancora più duramente con il regime, tanto da venire arrestato nel 1943, con l’accusa di antifascismo, a causa di alcuni articoli scritti per la Gazzetta del Popolo. Uscito di prigione nel 1944 dopo diversi mesi di detenzione, De Angelis era estremamente provato dalla prigionia. Per cercare di riprendere la normalità della sua vita tornò a Bellagio, sul Lago di Como, dove risiedeva, ma venne aggredito per una banale discussione da un fascista della zona e spirò pochi giorni dopo per le percosse ricevute.

Nei suoi romanzi dedicati al commissario De Vincenzi, De Angelis tratteggia un investigatore che si discosta molto dall’approccio finemente deduttivo di Sherolock Holmes: pur avvalendosi di un rigoroso ragionamento logico, Carlo De Vincenzi non si basa su evidenze scientifiche, perizie balistiche o puri indizi materiali, ma parte dal contesto in cui si sviluppa il crimine su cui è chiamato ad investigare muovendosi negli ambienti che ne fanno da sfondo per arrivare a comprendere la psicologia dei personaggi. Elementi essenziali di questo investigatore, oltre al suo acutissimo intuito, sono la pazienza e la tenacia che conducono sempre a svelare i misteri nascosti dietro l’apparenza più innocente. Si può certamente dire che il commissario De Vincenzi ha molti punti in comune con il suo collega d’oltralpe Maigret. Pur possedendo una più vasta cultura, anche lui, infatti, si configura come un personaggio arguto ma estremamente umano.

L’impronta del gatto ci porta nella Milano degli anni ’30, dalle scenografie tardo Decò.

La scena si apre nel cortile di un popoloso caseggiato in piazza del Carmine, ricavato da un ex convento. Nella descrizione di De Angelis veniamo accompagnati in un susseguirsi di cortili e androni ed è proprio sotto uno di questi che ci imbattiamo nel corpo senza vita di Dan (Daniele) Seminari, giovane rampollo di una facoltosa famiglia Venezuelana.

È notte. Seguiamo i passi di colui che rinviene il cadavere e con lui ci troviamo ad ascoltare la decisione di spostare il corpo che, dopo poche ore, verrà finalmente ritrovato davanti a un ingresso secondario di casa Seminari, nei pressi di Corso Venezia.

Paolo Stoppa
Paolo Stoppa interpreta De Vincenzi. Qui lo vediamo in una scena de “Il do tragico” del 1977 per la regia di Mario Ferrero.

Da qui prende l’avvio l’indagine del commissario De Vincenzi, che ben presto scopre le abitudini depravate di Daniele e il passato dedito alla pirateria della famiglia, trasferitasi a Milano per sfuggire ad una violenta faida. Ovviamente non voglio svelarvi i dettagli della trama, ma sicuramente vorrete sapere perché nel titolo si parla dell’impronta di un gatto!

A far luce sulla vicenda, infatti, contribuisce l’inattesa visita in questura dell’Avvocato Vercelloni. Si tratta di un amico di De Vincenzi, alle prese con due problemi che lo angosciano: come riuscire ad aiutare una sua giovane cliente ad entrare in possesso dell’eredità paterna e, ancor di più, scoprire come possa aver fatto il suo gatto a sporcarsi le zampette di sangue…

I romanzi di De Angelis sono stati a lungo dimenticati e si deve a Oreste del Buono la loro riscoperta con la pubblicazione di tre opere presso Feltrinelli nel 1963 mentre più tardi, alla fine degli anni settanta, arrivarono alcuni sceneggiati televisivi a rendere popolare la figura del nostro commissario, grazie anche alla riuscita interpretazione di Paolo Stoppa.

Più di recente sia Sellerio sia Mondadori hanno riproposto alcune opere di De Angelis, contribuendo a farlo uscire di nuovo dall’oblio in cui versava.

L'impronta del gatto - Copertina

L’IMPRONTA DEL GATTO

Augusto De Angelis
Edizioni Sellerio

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *