Pioggia

William Somerset Maugham, nato il 25 gennaio 1874 e morto il 16 dicembre 1965, fu allevato, in seguito alla morte dei genitori, da suo zio Henry, Vicario di Whitstable, nel Kent, un uomo bigotto e, a tratti, crudele.

Molto probabilmente ciò influì su quella avversione per certe moralità puritane che caratterizzò una gran quantità di suoi scritti.

Dopo aver studiato medicina, si dedicò, ancora giovanissimo, alla letteratura. Il successo, pressoché immediato, gli consentì una precoce indipendenza.

Pioggia - William Somerset Maugham
Un ritratto dell’autore William Somerset Maugham

Trasferitosi negli Stati Uniti, diventò presto uno degli sceneggiatori più pagati di Hollywood.

Innumerevoli le trasposizioni cinematografiche dei suoi romanzi tra cui, appunto, Pioggia.

Da questo racconto, che molti considerano il suo capolavoro, furono tratti ben tre film.

Uno del 1928 per la regia Raoul Walsh, interpretato da Gloria Swanson, un altro del 1932, per la regia di Lewis Milestone, con Joan Crawford, e infine, forse quello più celebre, la pellicola del 1958 con Rita Hayworth, per la regia di Curtis Bernhardt.

La storia si ispira a una vera prostituta, il cui cognome, Thompson, è mantenuto nel racconto, che Maugham incontrò a bordo d’una nave diretta a Pago Pago.

Se avete voglia di leggere un’opera che si esaurisca nel tempo di mezzo pomeriggio, con la stessa rapidità d’un film, Pioggia è ciò che fa per voi.

Malgrado Maugham sia vissuto in un’epoca e in un contesto in cui gli sperimentalismi linguistici stavano stravolgendo il concetto stesso di letteratura, l’autore Britannico scelse, seguendo le orme di Simenon, uno stile estremamente semplice e crudo.

Malgrado ciò le atmosfere che si respirano nei suoi lavori sono insuperabili.

Potremmo dire che questo scrittore sia stato un Anton Cechov del XX secolo, a condizione di sostituire l’amara ironia dell’autore russo con una certa sardonica crudeltà.

In particolare Pioggia, oltre a essere una prova di grande abilità descrittiva, ci regala un elemento strutturale la cui raffinatezza è sorprendente.

Non ci è possibile raccontarvi il nucleo fondamentale dell’opera giacché vi sveleremmo passaggi cruciali per il godimento del libro.

Restando molto sul vago, possiamo affermare che, la trovata più raffinata di questa novella, consiste proprio nel NON dire quanto, in realtà, sia avvenuto. Ci sarà, certo, un finale e sarà un colpo di scena. Le vere cause, tuttavia, che hanno provocato lo scioccante decorso della storia, non vengono svelate al lettore. In qualche modo, Maugham lascia che sia il fruitore a dare la sua personale interpretazione della vicenda.

Pioggia - Gloria Swanson
Gloria Swanson

Non si saprà mai esattamente cosa sia accaduto durante la fatale notte che vedrà questa storia volgere al termine.

Si conoscerà, certo il gesto finale, ma non gli eventi che l’hanno provocato.

Quasi l’autore ci volesse dire che non importa quali siano gli addendi accidentali che si alternano in una vicenda. Quel che conta è il risultato.

Apparsa per la prima volta nel 1921, la sua trama è alquanto semplice.

A causa di un’improvvisa epidemia, il Dottor Macphail e sua moglie sono costretti a sbarcare ad Apia, piccola isola dei Mari del Sud.

Insieme a loro c’è un’altra coppia: Mr. e Mrs Davidson. Due missionari.

Il medico, uomo di vedute aperte, decisamente non nutre una gran simpatia nei confronti del predicatore.

Sua moglie, invece, si sente quasi onorata, per la confidenza instauratasi a bordo con i coniugi Davidson.

Una volta sbarcati, non esistendo sull’isola alberghi, trovano alloggio presso un’umile casa che offre, all’esigenza, stanze in affitto.

Al piano terra una camera, invece, viene destinata a Miss Thompson, giovane donna dall’aria piuttosto volgare e appariscente.

Il reverendo Davidson ha la convinzione, spalleggiato da gentile consorte, che l’obiettivo della propria esistenza sia portare tutti quelli che incontra sulla retta via.

Non prima, ovviamente, d’aver instillato il senso del peccato nelle anime dei malcapitati.

Questo, a quanto pare, è davvero un suo particolare talento a giudicare dai successi riportati a “beneficio” di migliaia d’indigeni i quali, secondo quell’etica bigotta tipica di certi missionari dell’epoca, infrangevano regolarmente tutti i dieci comandamenti.

I convertiti al cristianesimo, per merito suo, sono un numero elevatissimo.

Il reverendo non fa alcun mistero di essersi servito, per lo scopo, anche di ricatti d’origine commerciale, essendo quelle popolazioni sotto l’egida Britannica.

Anzi va fiero della cosa, sostenendo che ogni mezzo è giusto se serve a ricondurre all’ovile pecorelle smarrite.

Questa feroce immoralità, tipica di chi vuole imporre il proprio sistema etico, indigna il dottor Macphail che, però, essendo un uomo di mondo e una persona piuttosto riservata, non si lascia andare a un dissenso manifesto.

La condanna di Maugham a quell’educazione tutta occidentale che si vorrebbe imporre a popoli così in commovente armonia con la natura, è totale e feroce.

Pioggia - Joan Crawford
Joan Crawford

Ben lo si evince dalla descrizione del reverendo e dai dialoghi che il dottor Macphail intrattiene con i due missionari:

Li raggiunse, dopo un po’, Mr Davidson. Durante il viaggio questi era stato gentilissimo con i Macphail; ma non aveva la socievolezza della moglie, e buona parte del tempo l’aveva passata a leggere. Era un uomo taciturno, piuttosto cupo, e sentivi che la sua affabilità era un dovere che imponeva cristianamente a se stesso; di natura era riservato, per non dire scontroso. Il suo aspetto era singolare. Era molto alto e magro, con lunghe membra dinoccolate, le guance cave, gli zigomi prominenti; aveva un’aria così cadaverica che sorprendeva notare come fossero piene e sensuali le sue labbra. Portava i capelli molto lunghi. Gli occhi scuri, profondamente infossati, erano grandi e tragici; le mani dalle lunghe dita spesse erano ben formate, e davano un’idea di grande vigore. Ma la cosa che più colpiva in lui era un senso come di fuoco represso, che sconcertava ed era vagamente inquietante. Non era un uomo con cui fosse possibile una qualsiasi intimità.

[…]crederà, ma le dico che era impossibile trovare una sola ragazza onesta, in nessun villaggio».

Usava «onesta» in senso severamente tecnico.

«Mr Davidson e io ne discutemmo a fondo, e si decise che per prima cosa bisognava sopprimere il ballo. Gli indigeni andavano matti per il ballo»[…]

[…]«Tra i bianchi, del resto, è una cosa un po’ diversa» proseguì. «Anche se devo dire che sono d’accordo con Mr Davidson, che non si capacita di come un marito possa star lì a guardare la moglie nelle braccia di un altro. Quanto a me, dopo sposata non ho più ballato un passo. Ma le danze indigene sono tutt’altra faccenda. Non sono solo immorali in sé, sono fonte di immoralità. Comunque, grazie a Dio, il ballo lo abbiamo sradicato, e non credo di sbagliarmi[…]

[…]Uomini e donne portavano il lava-lava.

«È un costume indecente» disse Mrs Davidson.

«Mio marito pensa che dovrebbe essere vietato per legge. Come aspettarsi che sia morale, gente vestita solo d’una striscia di cotone rosso intorno ai lombi?».

«È abbastanza adatto al clima» disse il dottore, tergendosi il sudore dalla fronte […]

[…]«La prego, non me ne voglia se non posso accedere al suo desiderio» disse Davidson, con un sorriso malinconico. «Ho per lei la massima stima, dottore, e mi dorrebbe se pensasse male di me».

«Sono certo che lei ha di sé un’opinione abbastanza buona per sopportare serenamente la mia» ribatté il dottore.

«Questa è una frecciata in piena regola» ridacchiò Davidson[…]

La tensione tra il Dottor Macphail e il Reverendo Davidson cresce di giorno in giorno.

La pioggia continua a cadere senza sosta, sempre con maggior violenza.

Non dà un attimo di sosta.

Prima che le due coppie mettessero piede sull’isola il tempo era sereno.

La simbologia è evidente.

L’innaturale innesto del mondo occidentale nelle meravigliose isole del sud provoca la furia degli elementi.

Quell’educazione che deriva da complesse sovrastrutture e che ha allontanato l’essere umano dall’ingenuità dell’esistenza, non può che portare male.

L’acqua, fonte di vita e simbolo di purezza, si trasforma, quindi, in violenza distruttiva:

Il dottor Macphail guardava la pioggia. Cominciava a dargli sui nervi. Non era la pioggerella inglese, che cade gentilmente sulla terra; era una pioggia spietata, in qualche modo terribile; ci sentivi la malignità delle forze primordiali della natura. Non cadeva, fluiva. Era un diluvio celeste, e batteva sul tetto di lamiera con un’insistenza esasperante. Sembrava animata da un’intima rabbia. E a volte ti veniva da urlare perché smettesse, e poi d’un tratto ti sentivi impotente, come se ti si fossero d’improvviso ammollite le ossa, ed eri infelice e scoraggiato.

Pioggia - Rita Hayworth
Rita Hayworth

Il rumore delle gocce sui vetri e del vento, intento a spirare con inaudita violenza, è interrotto soltanto dal grammofono che si sente provenire dalla stanza della signorina Thompson assieme alle voci e alle risate di alcuni marinai, cosa che, ovviamente, i due missionari trovano disdicevole.

Mr. Davidson è già convinto di aver visto da qualche parte l’allegra signorina.

Improvvisamente ricorda.

È una prostituta.

Subito si reca dalle autorità per denunciarla e fare in modo che il consolato britannico la costringa a imbracarsi, appena possibile, su una nave per gli Stati Uniti dove l’attendono tre anni di carcere.

Qui il racconto prende una seconda piega.

La Signorina Thompson si reca dal reverendo per supplicarlo di ritirare la denuncia.

Il reverendo le spiega che Dio le sta concedendo la possibilità di espiare i suoi peccati e che lui la sosterrà nell’attesa di questa prova.

Tutte le sere, infatti , l’uomo si reca in camera della donna, le legge passi della Bibbia, insieme meditano e pregano.

Incredibilmente Miss Thompson, nel giro di alcuni giorni, sembra essersi effettivamente resa conto di quanto la sua condotta sia stata disdicevole per un’intera esistenza.

Il grammofono tace.

Le sue risate squillanti cessano.

Le voci dei marinai scompaiono.

Ma…

Pioggia - Copertina

PIOGGIA

William Somerset Maugham
Edizioni Adelphi

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