Poirot a Styles Court

Poirot a Styles Court

Poirot a Styles Court è per gli amanti del genere “giallo” un libro assolutamente di culto. Il motivo? Semplice, si tratta non solo del romanzo d’esordio di Agatha Christie, quantomeno nel genere poliziesco ma, anche, la “prima volta” di uno dei suoi personaggi più celebri: Hercule Poirot.

Corre l’anno 1916 e l’Europa da due anni è nel pieno della peggiore guerra di tutti i tempi, un conflitto che farà 10 milioni di morti, un’infinità di feriti e sconvolgimenti sociali, politici ed economici mai accaduti prima.

Agatha Mary Clarissa Miller, (Christie in realtà è il cognome da sposata, in seguito al matrimonio con Archibald Christie, ufficiale dell’aviazione che sposò nel 1914) ha ventisei anni, lavora come infermiera volontaria e si occupa, in particolare, del dispensario dell’ospedale, dove oltre ai medicinali sono stipati molti ferali veleni.

Poirot a Styles Court - Agatha Christie
L’autrice Agatha Christie

Un giorno la sorella maggiore, Margaret, che in casa tutti chiamano Madge, lancia alla sorella una singolare sfida. Ecco come la stessa Agatha racconterà anni dopo questo episodio nella sua autobiografia: «Scommetto che non sei capace di scrivere un bel romanzo poliziesco.»

La Christie accetta la sfida, le serve, però, l’ispirazione e, come spesso accade ai grandi scrittori, basta semplicemente guardarsi intorno.

Dal suo lavoro arriva l’idea per l’arma del delitto, un potente veleno; dalla sua città natale, Torquay, una piccola località del Devon, sulla costa meridionale dell’Inghilterra, il suggerimento per inventare il protagonista, il detective capace di risolvere brillantemente il delitto. Nella città natale della Christie, infatti, in quel 1916, passano molti belgi in fuga dal loro paese occupato dalle truppe tedesche e uno di loro, probabilmente, ispirerà più di altri la futura regina del giallo.

Tuttavia, la gestazione di questo primo romanzo è decisamente lunga. Agatha Christie ci mette ben quattro anni per completarlo, alternando a momenti di grande entusiasmo fasi di assoluta depressione, in cui avrebbe volentieri buttato quanto scritto.

Il 1° gennaio 1920, poi, arriva la svolta inattesa.

Agatha Christie firma con l’editore John Lane, dopo un lungo corteggiamento editoriale, il suo primo contratto da scrittrice. Nelle more dell’accordo, oltre alla pubblicazione di The Mysterious Affair at Style, (questo il titolo originale che in italiano viene tradotto in Poirot a Styles Court), per il quale percepirà il 10% di royalties, c’è anche l’obbligo di scrivere altri cinque libri, impegno che la Christie assolverà pienamente. Non male per una principiante.

Poirot a Styles Court, al netto delle perplessità della sua stessa autrice, riscuote fin da subito uno straordinario successo. A piacere ai lettori è la chiarezza espositiva, la narrazione fluida e, soprattutto, il finale lapalissiano che, in verità, viene riscritto dall’autrice su suggerimento dell’editore.

A Lane, infatti, la soluzione del caso esplicitato da Poirot durante le fasi del processo stesso, non piace. Lo trova scontato, con poco mordente sul lettore come la stessa Christie ricorda nella sua autobiografia. Lui avrebbe voluto un’ambientazione differente, meno canonica, decisamente più eterodossa ma di sicuro di più impatto.

E Agatha esaudisce il desiderio di John Lane.

Poirot svelerà, infatti, il nome dell’assassino, nonché tutti i dettagli del caso, non in una pomposa aula di tribunale, fra giudici togati e avvocati occhialuti, bensì in un elegante salotto, una situazione decisamente informale ma più suggestiva, un luogo che diventerà la quinta naturale di molti altri finali di romanzi della scrittrice inglese.

Così John Curran, uno dei massimi esperti di Agatha Christie su quel finale mutato che diviene un marchio di fabbrica:

Senza saperlo, chiedendo la modifica della rivelazione finale del romanzo, John Lane ha inconsciamente aperto la strada alla risoluzione del caso da Poirot nei salotti per i successivi cinquant’anni. Nell’Assassinio di Roger Ackroid, Il pericolo senza nome, Tragedia in tre atti, Delitto in cielo, La serie infernale, Due mesi dopo, Il Natale di Poirot, Il ritratto di Elsa Greer e Dopo le esequie, tra i tanti, Poirot tiene banco all’assemblea di sospettati con una scena che ricorda la sua prima spiegazione nel salotto di Mary Cavendish a Kensington, dove la famiglia si era trasferita durante il processo.

Ma a rendere speciale il primo romanzo giallo di Agatha Christie non è, ovviamente, né il luogo della rivelazione, tantomeno la storia in sé, quanto il suo protagonista, il supremo Hercule Poirot.

Quell’uomo di bassa statura, non più di un metro e sessantacinque, leggermente claudicante, ma dal portamento eretto e dignitoso, con una testa che ricorda un uovo e con quei baffi rigidi, da militare, sempre azzimato, è, senza ombra di dubbio, la star assoluta, non solo di Poirot a Styles Court, ma anche di tutti gli altri gialli che lo vedono protagonista.

Poirot a Styles Court - Archibald Christie
Ill colonnello Archibald Christie, ufficiale del Royal Flying Corps, 1915

L’ex funzionario di polizia belga viene convocato presso la residenza di campagna dei Cavendish, un’elegante dimora nell’Essex, per fare luce sulla misteriosa morte della padrona di casa, la matriarca della ricca e potente famiglia dei Cavendish, la cui morte, però, non sembra dispiacere nessuno, visto che le lacrime lasciano spazio all’interesse che serpeggia fin da subito fra coloro presenti nella casa.

Poirot con la sua flemma che diventerà una costante nei successivi libri della Christie (il detective belga comparirà in ben 33 romanzi e 54 racconti) studia attentamente ogni particolare, anche quello più banale e secondario, assicurando, alla fine, il colpevole alla giustizia.

In questo esordio poliziesco di Agatha Christie (non la prima avventura letteraria visto che la giallista inglese si era già cimentata in un primo romanzo che non ebbe un grande successo e che lei stessa definì «lungo e triste») ci sono tutti gli ingredienti che caratterizzeranno buona parte dei romanzi a venire, anche quelli in cui non sarà protagonista Poirot.

L’ambientazione prevalentemente casalinga, la presenza di diverse persone, legate fra loro da complicate e rancorose relazioni che le rendono tutte sospettabili, l’iniziale impasse da parte degli investigatori, e, ovviamente, la soluzione dell’enigma, in cui ogni nodo, anche quello più ostico, viene sciolto per la gioia dell’estasiato lettore sono i tratti distintivi di questo e di moltissimi altri romanzi di Agatha Christie.

In Poirot a Styles Court il delitto viene perpetrato nella fastosa residenza di Styles Court, il cui racconto avviene per mano di Arthur Hastings, amico dei Cavendish di cui è ospite e ovviamente di Poirot, espediente narrativo di certo non originale, si pensi, ad esempio a Uno studio in rosso di Conan Doyle.

Fin dall’inizio i sospetti dei familiari ricadono su Alfred Inglethorp, fresco secondo marito della signora Cavendish, un uomo che appare, come osservato da Hastings, un pesce fuor d’acqua, con quella lunga e nerissima barba, i pince-nez cerchiati d’oro sul naso e l’espressione sempre imperturbabile.

Più dei tratti somatici lombrosiani, ciò che rende Alfred Inglethorp l’indiziato numero uno per i Cavendish e per il pittoresco Hastings è la scoperta che sarà lui, in base al testamento, a ereditare il ricco patrimonio della defunta moglie, mortificando le pretese avanzate dai familiari che di soldi hanno, nonostante tutto, bisogno.

Poirot non la pensa come gli altri e inizia a indagare, diventando in poco tempo l’assoluto protagonista. L’azzimato investigatore ha la netta sensazione fin da subito di avere a che fare con un caso spinoso, di difficile soluzione, decisamente complicato, un delitto che mette in crisi il grande Hercule Poirot ma saranno due punti importanti, come il detective belga farà notare a un impacciato Hastings, che, alla fine, faranno la differenza, e permetteranno di risolvere l’omicidio di Emily Cavendish.

Poirot a Styles Court è il libro migliore per entrare nel mondo di Agatha Christie fatto di personaggi litigiosi, tutti possibili sospettati, per fare la conoscenza con il grande Poirot, per diventare spettatore interessato di ineffabili delitti che alla fine diventeranno chiari come una fresca alba.

La fantasia è un’ottima serva, ma una pessima padrona. La spiegazione più semplice quasi sempre si rileva la più esatta.

Poirot a Styles Court

POIROT A STYLES COURT

Agatha Christie
Edizioni Mondadori

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *