Sipario nero

Sipario nero

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Cornell Woolrich fu scrittore estremamente prolifico, il cui pregio, però, è spesso dimenticato.

E molto a torto.

Come diceva Ray Bradbury:

Cornell Woolrich merita di essere riscoperto da ogni generazione.

Sipario nero - Cornell Woolrich
L’autore Cornell Woolrich

I primi due romanzi che scrisse appartenevano alla letteratura tipicamente “impegnata” della sua epoca.

Cover Charge e Children of the Ritz sono, infatti, ispirate all’amatissimo Fitzgerald.

Da Children of the ritz fu tratto l’omonimo film che, girato nel 1929, era ancora muto.

Cornell aveva appena 26 anni.

Anche incoraggiato da ulteriori contratti, stretti con produzioni cinematografiche Hollywoodiane, decise di dedicarsi esclusivamente al romanzo noir.

Ciò portò molta fortuna a lui e a tutti noi che oggi possiamo leggerlo.

Eppure, per motivi insondabili, il suo nome non è attualmente leggendario come quelli di Raymond Chandler o Dashiell Hammett, cui non ha alcunché da invidiare.

C’è da dire che, forse, questa mancanza di popolarità è solo apparente.

Volenti a o nolenti tutti conosciamo, seppur parzialmente, il lavoro del Nostro.

Una quantità immensa di film e telefilm furono, infatti, tratti dai suoi romanzi, alcuni dei quali firmati con due pseudonimi: William Irish e George Hopley.

Ne citiamo solo un paio tra i più celebri: La finestra sul cortile di Hitchcock, col grande James Stewart, e La sposa era in nero di Truffaut, protagonista l’indimenticabile Jeanne Moreau.

Ma proprio Sipario nero fu il primo romanzo noir di Woolrich a essere adattato per il cinema. Il film s’intitola Street of Change, del 1942, interpretato da Burgess Meredith e diretto da Jack Hively .

Più tardi, nel 1962, Sydney Pollack ne realizzò un splendido film tv per l’ora di Hitchcock (ve la ricordate???).

Se tanta fortuna ebbe come autore, altrettanta sfortuna gli toccò in sorte nella vita privata.

Woolrich era un uomo letteralmente devastato dalla depressione e da un’angoscia di vivere totale.

Così dichiarava:

La vita è la morte. La morte è nella vita. Tenere il tuo unico vero amore tra le braccia e vedere lo scheletro che diventerà; sapere che il tuo amore porta alla morte, che la morte è tutto ciò che c’è, questo è ciò che so e ciò che non voglio sapere e ciò che non posso sopportare.

Sipario nero - La sposa in nero
Charles Denner e Jeanne Moreau in una scena di “La sposa in nero”

E ancora:

Stavo solo cercando di ingannare la morte. Stavo solo cercando di superare per un po’ l’oscurità che, per tutta la vita, sapevo sicuramente sarebbe arrivata un giorno su me per cancellarmi. Stavo solo cercando di rimanere in vita ancora un po’, dopo che me ne fossi andato. Per rimanere nella luce, per stare con i vivi ancora un po’ oltre il mio tempo”.

Incapace di stringere relazioni umane equilibrate e con gravi problemi sessuali, visse praticamente in simbiosi con la madre Claire.

I due non avevano una vera e propria casa, ma occupavano le stanze dell’Hotel Marsiglia a New York, da cui lo scrittore non usciva quasi mai.

Secondo alcuni biografi di Woolrich, Hitchcock si ispirò a lui per modellare il personaggio di Psyco.

Diabetico, alcolizzato e dopo essere stato colpito da un ictus, morì nel 1968.

Cornell Woolrich lasciò il suo capitale, ammontante a quasi un milione di dollari, alla Columbia University, per elargire borse di studio agli studenti impegnati nei corsi dedicati alla scrittura.

I romanzi di Woolrich si distinguono profondamente da tutti gli altri racconti hard boiled dell’epoca.

Il protagonista, infatti, non è il detective senza macchia e senza paura che, con metodi solitamente bruschi e veloci capacità deduttive, sbroglia matasse di casi intricatissimi. I suoi eroi non passano da una pupa all’altra, non si scolano intere bottiglie di whisky senza batter ciglio, neppure elargiscono al lettore sorrisi amari con labbra intente a stringere una perenne sigaretta.

Woolrich preferisce parlare di uomini comuni travolti, per assurde circostanze, in allucinati incubi.

Le trame dei suoi libri non sono articolate né tiene molto ai colpi di scena finali.

Ciò a cui punta è la tensione. Una suspense incredibilmente protratta che tiene il lettore incollato alla pagina.

Sipario nero è un esempio perfetto per esporre l’estetica del suo autore.

SIPARIO NERO

Sipario nero - La finestra sul cortile
Locandina de La finestra sul cortile.

Frank Townsend resta vittima di un leggero incidente che lo vede ferito alla testa. Soccorso, si riprende immediatamente, si spolvera gli abiti, raccoglie il capello e torna a casa.

Dapprima tutto era confuso. Poi poté sentire delle mani che gli armeggiavano intorno, molte mani… gettavano via piccoli oggetti minuti simili a blocchetti di cemento o frammenti di mattoni…

– niente costole rotte – Disse una voce. Gli fletterono le gambe e le braccia, poi la stessa voce soggiunse: – nessuna frattura. Se l’è cavata a buon mercato. Ha soltanto un bernoccolo in testa.

Soltanto una volta giunto al cospetto della moglie, Frank scopre di essere stato assente tre anni.

La cosa ha dell’incredibile. Per lui sono passate soltanto poche ore. Ricorda perfettamente quali abiti avesse indossato la mattina per uscire, cosa avesse mangiato per colazione, quali parole di saluto fossero state rivolte alla moglie Virginia.

Tutto gli è chiaro. I ricordi sono limpidi, cristallini.

Invece un’amnesia oscura ha cancellato ben tre anni della sua vita.

Questo uno dei primi dialoghi tra Frank e Virginia:

– Mi ricordo di averti salutato sulla porta, di averti dato un bacio – balbettò – mi ricordo persino che mi hai gridato dietro: “hai la sciarpa di lana? Fuori fa freddo”.

– Frank – gli mormorò Virginia – basterebbe il tempo a chiarirti le idee. Fa caldo, caldo adesso…tu non hai né sciarpa né cappotto. M’hai lasciato in inverno e adesso è primavera. M’hai lasciato il 30 gennaio 1938. Non ho dimenticato la data- come potevo. E oggi è… aspetta lo leggerai tu stesso.

Virginia fa ritorno con un quotidiano:

Frank cercò febbrilmente la data: 10 maggio 1941!

La dolcissima moglie, lo stringe a sé tremante e commossa. Si prende cura di lui. Iniziano una nuova vita.

Adducendo scuse poco credibili, riesce a riavere il suo posto nell’azienda in cui lavorava.

Spera che, un giorno, tutto verrà archiviato come un brutto ricordo da scacciare e ridurre a poco più d’un ombra nel passato.

Ben presto, però, oscuri personaggi iniziano a seguire Frank, a spiarlo e tormentarlo fino a tendergli vere e proprie trappole.

Sipario nero - Burgess Meredith
Burgess Meredith – protagonista di Street of change tratto da Sipario nero

Infine il protagonista scopre qualcosa d’incredibile: Lui, Frank Townsend, è ricercato per omicidio.

L’uomo è sconvolto. Sa di essere una brava persona, d’aver sempre condotto una vita all’insegna dell’onestà e del lavoro. Come è possibile abbia potuto commettere un omicidio?

Decide di scoprire la verità.

Rintraccia il quartiere dove presumibilmente ha vissuto durante quei tre anni.

Persone che lui non ricorda di aver mai visto prima gli si stringono intorno, chi armato di cattive intenzioni, chi, invece, a lui visibilmente affezionato.

Tra queste la giovane Ruth, sua tenera fidanzata in quella vita che non ricorda e con cui deve fingere, invece, un amore sincero.

Le indagini di Frank, le indagini che lo porranno sulle sue stesse tracce, iniziano qui.

Torna, dunque, in quell’esistenza di cui fu protagonista, in quella vita che gli è del tutto estranea. Cerca affannosamente di ricongiungersi all’altro se stesso, non sapendo se troverà un efferato omicida o un uomo innocente ingiustamente perseguitato dalla legge.

Fino al termine del libro il lettore resta inchiodato a ogni singola parola, frase, scena che, con ritmo incalzante, batte il tempo di questo piccolo gioiello nero.

Sipario nero - Copertina

SIPARIO NERO

Cornell Woolrich
Edizioni Mondadori

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