Sogni di sogni

Sogni di sogni nella recensione di Gilda Bicêtre

Vi siete mai chiesti cosa potessero sognare Leopardi, Caravaggio, Goya, Cechov, Rimbaud o magari Freud?

Antonio Tabucchi non solo se lo è chiesto ma ha immaginato quei sogni, sognandoli prima e trasformandoli poi in parole, dando forma letteraria a impalpabili nuvole.

Sogni di sogni di Antonio Tabucchi è uno di quei libri da tenere sempre sul comodino, pronto per essere sfogliato in qualsiasi momento, per regalare infinite emozioni. Sogni di sogni, già dal titolo, è un libro bellissimo. Poche decine di pagine che condensano frammenti di pura letteratura, porzioni di meravigliosi racconti.

Scrivere racconti, specie se legati alla più esile delle attività umane come il sogno, non è impresa facile. Non molti vi si cimentano, pochi ci riescono, perché il racconto è la forma letteraria più ardua ma anche più sublime, l’accenno di un pensiero, l’attimo di un sussulto.

E fra quei pochi grandi scrittori c’è Antonio Tabucchi con questa tela delicata che dipinge con colori tenui ma indelebili. Nella sua nota Tabucchi scrive di povere supposizioni, di pallide illusioni, di implausibili protesi, ma si tratta, invece, di splendide illusioni, di narrazioni vicarie che scolpendo la materia impalpabile dei sogni, la trasformano nella roccia più durevole.

Sogni di sogni - Antonio Tabucchi
L’autore Antonio Tabucchi

Nato da appunti scritti su un piccolo quaderno regalato a Tabucchi dalla figlia Teresa, Sogni di sogni è la visualizzazione in parole del recondito desiderio dell’autore di Sostiene Pereira di conoscere i sogni degli artisti più amati.

E per tentare di rimediare a questa celata tentazione Tabucchi ha chiamato in aiuto la letteratura «per supplire a ciò che è andato perduto.»

Lo scrittore, originario di Pisa, che purtroppo ci ha lasciato prematuramente, in questo gioiello di rara bellezza ha sognato i sogni di venti fra poeti, pittori, romanzieri, musicisti, tra cui l’amatissimo Pessoa, poeta e fingitore; venti divagazioni oniriche che ci conducono nell’insondato inconscio di questi artisti.

Venti sogni che si aprono con quello di Dedalo che viene a trovarsi in un labirinto fatto di una piccola sala ottagonale da cui si dipartono otto corridoi di cui, uno solo, porterà alla libertà e che terminano con il sogno di Freud, e non poteva essere altrimenti.

Un Freud, interprete dei sogni altrui, che sogna di essere diventato Dora e di attraversare nella notte del 22 settembre 1939, il giorno prima di morire, una Vienna distrutta e dalle cui rovine si alzano solo polvere e fumo.

Un sogno, quello di Freud, non certo banale ma assolutamente in linea con la storia personale e professionale dello scienziato che, primo fra tutti, tentò di scandagliare il mondo dell’inconscio, spalancando la piccola porta del sogno.

Ma non è l’unico sogno ad avere una relazione con il sognatore. Tutti i venti sogni immaginati da Tabucchi sono strettamente legati alla vita e alle opere di questi grandi artisti.

E allora Leopardi, poeta e lunatico come lo introduce Tabucchi, rivede la sua Silvia e la sua amata luna. Caravaggio, pittore e uomo iracondo, Cristo nell’atto di sceglierlo come il suo Matteo o Cecco Angiolieri, poeta e bestemmiatore, come lo presenta Tabucchi, si trasforma in un gatto arso da fiamme che nessuno osa spegnere.

La penna straordinariamente felice di Tabucchi esplora anche il mondo di Collodi, scrittore e censore teatrale, di Samuel Taylor Coleridge, poeta e oppiomane, di Achille Claude Debussy, musicista ed esteta o di Vladimir Majakovskij, poeta e rivoluzionario che il 3 aprile 1930 «fece lo stesso sogno che ormai da un anno sognava tutte le notti.»

Leggere Sogni di sogni equivale a compiere un onirico percorso nell’inconscio di leggendari artisti, condotti dalla mano delicata di un grande scrittore.

Sogni di sogni è un libro per sognare, per non smettere mai di amare la lettura, il più bel viaggio che un essere umano possa compiere.

Per la campagna si sentiva la melodia del piano. Il cane guaì. Federico García Lorca sentì un colpo e sobbalzò nel letto. Stavano picchiando alla porta della sua casa di Granada con il calcio dei fucili.

Sogni di sogni - copertina

SOGNI DI SOGNI

Antonio Tabucchi
Edizioni Sellerio

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