Una bella giornata

Dicono i saggi che l’unica, autentica ricchezza consista nel raggiungimento della pace interiore. E questo incantevole Una bella giornata scritto da Mollie Panter-Downes, è proprio illuminato da un diffuso senso di pace, tanto che, a fine lettura, ciò che rimane è un sorriso, autentico, dentro il cuore. Perché l’autrice è maestra nel cogliere la perfezione delle piccole cose.

Una bella giornata - Mollie Panter-Downes
L’autrice Mollie Panter-Downes.

I grandi avvenimenti sono in fondo piuttosto facili da descrivere, hanno già in sé dramma e carica sufficiente; più arduo è rendere magico il nostro quotidiano, fatti e momenti carichi di una loro luce segreta, che troppo spesso rimane inavvertita. Salvo poi venire amaramente rimpianta. Nessuna noia, nessuna ovvietà in questa incantevole narrazione, nessun momento di stanchezza, ma una freschezza sempre nuova nella descrizione delle vicende di un pittoresco villaggio inglese e di ciò che accade nel cuore di Laura Marshall e di suo marito Stephen, appena tornato dal fronte.

[…] Si ritrovò a pensare a quelle deliziose tortine al Rum che lei e Stephen avevano mangiato da qualche parte all’estero, durante la loro luna di miele. Dove? Non riusciva ricordarlo. Ma c’erano le meravigliose colonne di una piazza a far da cornice a un mare verde e viola, degli uomini anziani che giocavano a scacchi e leggevano il giornale in manica di camicia, un pianoforte e un violino che eseguivano un brano di verdi, le mosche che ronzavano e, ovviamente, quelle deliziose tortine poetiche. Solo a pensarci, le venne l’acquolina in bocca, così come le succedeva sempre quando la sua mente la conduceva  in una specie di viaggio culinario in Europa.

In questa luminosa giornata del 1946, si cerca di riallacciare i fili interrotti, ricostruire faticosamente tutto ciò che la guerra ha demolito. E si parte dalle cose più semplici, la casa, per esempio, o il giardino inselvatichito sul quale Laura e Stephen riversano tutta l’attenzione di cui avrebbe bisogno invece il loro matrimonio. E le cose da fare sembrano sempre tante, troppe: padrone tiranniche di ogni giornata, distolgono da ciò che è davvero importante e la sera si va a dormire vagamente amareggiati, con la sensazione di non aver fatto né detto ciò che si voleva. Di aver ancora una volta dimenticato le parole per le quali sarebbe valsa davvero la pena.

Il bus era pieno di donne che sospiravano, sudavano leggermente sotto le maniche dei loro vestiti di cotone mentre tenevano stretti i loro cestini e i loro figli agitati. Un ragazzino minuto gridò come una ghiandaia infuriata, battendo i pugni sul finestrino […] Uno spaniel ai piedi di qualcuno sul pavimento si spostò con cautela, alzando un occhio arrossato sul suo padrone, sperando e confidando che nessuno gli avrebbe calpestato la zampa. Sembrava che il malessere e l’irritabilità umana avessero gonfiato il bus di ovatta calda, soffocando le persone, infilandosi nelle loro narici […] Solamente un giovanotto, un escursionista, sembrava starsene seduto al caldo disinteressato e felice. Indossava una camicia azzurra e un paio di pantaloncini; aveva uno zaino di tela sulle gambe […] Probabilmente aveva appena lasciato l’Esercito o L’Aereonautica Militare, pensò Laura.

Non è semplice per Laura trovare la giusta strada verso se stessa, la sua giusta dimensione – per nessuno lo è – ma lei è una prediletta dal destino: sullo scorcio di questa bella, luminosa, giornata le accade qualcosa, una vera rivoluzione interiore. Certo, è necessario arrivare al colmo di un sentiero a lungo dimenticato, lassù, dove l’orizzonte si spalanca sul mare e le allodole cantano a squarciagola. È necessario quindi faticare, impegnarsi, abbandonare i vecchi percorsi – interiori ed esteriori – ma soltanto in quel luogo da troppo tempo dimenticato le “cose da fare” appaiono per ciò che realmente sono, una fuga inconsapevole da ciò che davvero significa la propria vita. Solo lassù è possibile finalmente accorgersi di se stessi.

La giornalista e scrittrice Mary Patricia “Mollie” Panter-Downes nacque a Londra nel 1906.

A sedici anni scrisse il suo primo romanzo, The Shoreless Sea, best seller che ebbe ben 8 edizioni, cui seguirono tra gli altri The Chase e My Husband Simon.

Dopo il suo matrimonio con Clare Robinson nel 1927, si trasferì con il marito nel Surrey e nel 1938 iniziò a scrivere racconti brevi per il New Yorker, testata per la quale nel 1939 divenne corrispondente con una rubrica chiamata “Lettere da Londra”.

Il romanzo Una bella giornata venne pubblicato nel 1947.

Dopo aver visitato Ootacamund, in India, scrisse della città, nota a tutti come Ooty, nelle sue colonne del New Yorker. Questo materiale è stato successivamente pubblicato con il titolo Ooty Preserved.

La scrittrice morì a Compton, nel Surrey, nel 1997.

Una bella giornata

UNA BELLA GIORNATA

Mollie Panter-Downes
Elliot Edizioni

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